martedì, Settembre 8, 2026

Carla Leporatti, la prima vincitrice della Maratonina

PISTOIA Carla Leporatti, pistoiese doc, è stata una delle figure simbolo dell’atletica femminile toscana tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta. Il suo nome è legato in modo indissolubile alle grandi classiche del podismo regionale e nazionale, imprese costruite con sacrificio, talento e una determinazione fuori dal comune in un’epoca in cui correre – soprattutto per una donna – non era affatto scontato.

Alla prima edizione della Maratonina di Pistoia scrisse subito il proprio nome nell’albo d’oro, imponendosi con l’eccellente tempo di 1 ora 22’05”, una prestazione di assoluto rilievo per quegli anni. Ma è soprattutto nella leggendaria Pistoia-Abetone che Leporatti costruì il suo mito: quattro vittorie complessive, un primato che ancora oggi resiste e che nessun’altra atleta è riuscita a eguagliare. Una gara durissima, 50 chilometri in costante ascesa fino ai 1.388 metri dell’Abetone, che richiede non solo preparazione atletica ma anche una straordinaria forza mentale. Carla seppe dominarla più volte, diventando un punto di riferimento per tutto il movimento podistico.

Il suo palmarès parla chiaro: oltre ai numerosi successi nelle competizioni regionali e nazionali, può vantare anche un 14° posto assoluto tra le azzurre in maratona, risultato che la collocò tra le migliori interpreti italiane della distanza in quegli anni. Un traguardo che certifica la qualità di una carriera costruita passo dopo passo, chilometro dopo chilometro.

“Oggi nel mondo del podismo è cambiato tutto – racconta Carla – le ragazze tengono andature davvero notevoli e mi sentirei un po’ spaesata. Adesso le vedi correre da tutte le parti, ai nostri tempi eravamo poche appassionate. Quando mi allenavo per le lunghe distanze insieme ai colleghi maschi, tutti mi guardavano storto”.

Non era solo una questione sportiva, ma anche culturale. Negli anni Settanta e Ottanta il movimento femminile nella corsa su strada era ancora agli albori. Mancavano strutture dedicate, sponsor, riconoscimenti mediatici. Le atlete dovevano conciliare allenamenti massacranti con lavoro e famiglia, spesso senza tutele o supporti economici. “Una volta mi sono sentita dire che sarebbe stato meglio se fossi andata a rigovernare i piatti. Quanti sacrifici… a volte mi chiedo chi me l’abbia fatto fare”, confessa con un sorriso che mescola ironia e orgoglio.

Eppure, proprio quelle difficoltà hanno contribuito a forgiare il suo carattere. Allenamenti all’alba o dopo il lavoro, chilometri macinati sotto la pioggia o con il freddo dell’Appennino, la determinazione a non mollare mai anche quando le gambe bruciavano nelle salite verso l’Abetone. Leporatti rappresenta una generazione di pioniere che ha aperto la strada alle atlete di oggi, dimostrando che il talento femminile nella corsa di resistenza non aveva nulla da invidiare a quello maschile.

Oggi il suo nome è ancora pronunciato con rispetto dagli appassionati pistoiesi. Perché Carla Leporatti non è stata soltanto una vincente: è stata un simbolo di emancipazione sportiva, un esempio di passione autentica e di resilienza. Una reginetta dell’atletica che ha scritto pagine importanti della storia podistica locale e nazionale, lasciando un’eredità che va ben oltre i cronometri e le classifiche.

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