mercoledì, Settembre 9, 2026

Cinghiali, nel pistoiese devastato il 70% del raccolto di mais

PISTOIA – Il mais è una delle principali vittime dell’eccesso di cinghiali in zone non vocate anche a Pistoia e dintorni: la Fattoria Il Cassero di Giovannetti Paolo, 20 ettari a mais, perdita stimata 70% della produzione media, che vuol dire 1400 quintali di granella di mais andata persa. La Fattoria Il Cassero ha anche attivato le procedure che permettono allo stesso agricoltore-cacciatore di poter intervenire direttamente, con il coordinamento della Polizia Provinciale.

Così come l’Azienda Agricola  Cappellini Aleandro: 15 ettari seminati, analoghe perdite, ma in alcuni appezzamenti produzione azzerata.

Si tratta di imprese che hanno seminato mais in zone non vocate alla presenza dei cinghiali tra Casalguidi, Quarrata e Pistoia.

Un raccolto di masi dopo il passaggio dei cinghiali

“In questi giorni le aziende agricole raccolgono il frutto delle semine di mais, e man mano che entrano negli appezzamenti scoprono che hanno lavorato per i cinghiali, che hanno devastato i campi, spiega Gianfranco Drigo, direttore di Coldiretti Pistoia”.

I branchi – dice Coldiretti – si spingono sempre più vicini ad abitazioni e scuole, fino ai parchi dove giocano i bambini, distruggono i raccolti, aggrediscono gli animali, assediano stalle, causano incidenti stradali con morti e feriti e razzolano tra i rifiuti con pericoli per la salute e la sicurezza delle persone.

“Il numero di cinghiali è così elevato che neppure le innovative misure predisposte da Regione Toscana riescono a scalfire il fenomeno. Quelli descritti sono solo la punta dell’iceberg dei danni prodotti dall’eccesso di ungulati –spiega Drigo -. in tutte le zone della provincia con peculiarità a seconda dell’altezza e delle produzioni agronomiche. Con conseguenze pesanti economiche dirette e indirette, e anche di altra natura”.

In Italia dopo il lockdown per l’emergenza Covid i cinghiali hanno raggiunto la cifra record di 2,3 milioni di esemplari – sottolinea la Coldiretti – con gli animali selvatici nelle città alla ricerca di cibo tra i rifiuti, nei parchi e addirittura nei cortili delle case con evidenti rischi per la salute.

“Per questo abbiamo deciso –conclude Gianfranco Drigo, direttore Coldiretti Pistoia -, per dare ancora più consapevolezza a cittadini e istituzioni dei tanti aspetti e danni prodotti dagli animali selvatici, di inaugurare la rubrica “Danno selvatico”, che metterà in luce cosa, dove e come l’eccesso di piccioni, cervi, storni, cinghiali,  daini, minilepri  produce effetti nefasti”.

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