di Francesco Belliti
PISTOIA – Al PalaCarrara è tutto pronto per ricevere l’ultima delle grandi non incrociate nella prima fase di campionato. Stavolta l’ostacolo da saltare si chiama Treviglio, squadra che non avrà la storia di Cantù o quella più recente di Cremona ma che non può non essere vista come una vera e propria corrazzata.
Il roster dei bergamaschi parla abbondantemente da solo: Brian Sacchetti, Bruno Cerella, Luca Vitali, Davide Bruttini e Marco Giuri tra i più esperti, poi a scalare gli ex Eric Lombardi e Lorenzo Maspero, Pierpaolo Marini, il croato Sandi Marcius e la guardia americana Jason Clark, un assoluto lusso per la categoria.

La sfida contro Treviglio dunque, al pari di quelle precedenti con le altre due succitate compagini lombarde, appare estremamente proibitiva per gli uomini di coach Nicola Brienza, i quali hanno tuttavia dimostrato di essere in grado di rimanere in ballo fino alla fine di ogni confronto sin qui disputato. La motivazione, come al solito, sarà l’elemento su cui bisognerà puntare per cercare di strappare un successo fuori pronostico.
Un aspetto positivo, prima ancora della palla a due, sarà poi rappresentato dal ritorno a referto e anche in campo di Angelo Del Chiaro, che ha ormai pienamente recuperato dall’infortunio alla spalla occorso durante le feste natalizie e che lo costrinse anche ad operarsi. Con un uomo in più nelle rotazioni, Pistoia potrà dunque attingere dalla panchina risorse mai avute in tutta la stagione. E il primo ad essere contento non può essere che coach Brienza.
Le dichiarazioni pre-partita di coach Nicola Brienza
“La squadra sta bene – queste le sue prime parole – Abbiamo fatto una settimana di buoni allenamenti e ne sono estremamente contento: ho visto la giusta tensione, attenzione e voglia di misurarsi. Del Chiaro si è allenato praticamente tutta la settimana con la squadra: domani giocherà, anche se non so quanto, ma il suo rientro è un qualcosa di particolarmente positivo per noi”.
Su Treviglio: “I risultati dicono che hanno battuto due volte Cremona e una volta Cantù: questo, per proprietà transitiva, li rende un’ottima squadra. Sono diversi dalle due che ho citato: hanno giocatori di grande esperienza e qualità, con un vissuto di pallacanestro, per alcuni, di alto livello. Penso che sarà una partita bella da vedere e da giocare: la settimana mi ha dato ottimi segnali su quello che possiamo fare per colmare il gap visto nelle ultime due partite”.
Sulla distanza con le migliori del campionato: “Il nostro è un gap sia mentale che tecnico. Rivedendo le partite, ci sono degli aspetti di gioco da aggiustare, ma non si può mettere da parte la differenza di mentalità ed esperienza che abbiamo rispetto a certe squadre. Noi abbiamo il secondo roster più giovane del Girone Rosso: questo è estremamente positivo quando si parla di energia e voglia, ma nel momento in cui, in campo, c’è bisogno di più malizia, molti dei nostri giocatori hanno ancora da costruirsela. Queste partite, comunque, ci stanno dando una grande mano, in questo senso”.
Su cosa si aspetta di vedere alla fine della seconda fase: “Io credo che abbiamo già una grande sicurezza nei nostri mezzi. Non sono questi risultati a toglierci il lavoro di un anno: noi siamo arrivati a giocarci queste partite perché, dal 16 agosto, lavoriamo per raggiungere un certo standard. Abbiamo passato le feste di Pasqua con tanta arrabbiatura per come erano andate le ultime partite: perdere non ci piace, ma non ci priva neanche di quanto fatto finora. E questo si vedrà ai play-off, dove arriveremo pronti, sia mentalmente che tecnicamente, e consci di non poterci permettere troppi errori”.
Sulla partita di domani: “Difficile analizzarla avanzando ipotesi, pur tenendo conto delle caratteristiche delle due squadre. Sulla carta non posso mettere sulla bilancia l’esperienza di Cerella con quella di Pollone, per fare un esempio. Coach Finelli farà le sue valutazioni cercando di toglierci qualcosa, così come noi faremo altrettanto, ma alla fine ci sono sempre gli avversari e il campo a dirti come dovrai agire”.





