PISTOIA – Confartigianato Imprese Pistoia esprime forte preoccupazione per le condizioni in cui versa oggi il presidio sanitario della Montagna pistoiese e sostiene con convinzione le iniziative promosse dal territorio per ottenere il rilancio dell’Ospedale “Pacini” di San Marcello.

“Parliamo di una struttura che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento non soltanto per i cittadini della montagna, ma per l’intera provincia di Pistoia – dichiara il presidente di Confartigianato Pistoia, Alessandro Corrieri – L’ospedale svolgeva un ruolo fondamentale anche nel supporto agli altri presidi provinciali, contribuendo a ridurre il carico di lavoro degli ospedali di Pistoia e Pescia e garantendo servizi essenziali come pronto soccorso, chirurgia, ortopedia, medicina e diagnostica”.
Secondo Confartigianato, negli ultimi vent’anni il progressivo ridimensionamento della struttura ha determinato una perdita costante di servizi e capacità operative, lasciando il territorio in una condizione di crescente fragilità.
“Le promesse di una sanità più efficiente e moderna non hanno trovato riscontro nella realtà – conclude Corrieri -. Oggi la montagna non dispone più di un vero pronto soccorso, ma di un punto di primo intervento che non può garantire le risposte necessarie nelle situazioni di emergenza. Questo significa che, in molti casi, i cittadini devono affrontare trasferimenti lunghi e complessi verso gli ospedali di valle”.
Una situazione che diventa particolarmente critica durante la stagione turistica estiva e invernale, quando il numero delle persone presenti sul territorio aumenta sensibilmente.
“Chi vive, lavora o trascorre le vacanze sulla Montagna Pistoiese ha diritto agli stessi livelli di sicurezza sanitaria garantiti nel resto della provincia – afferma il consigliere di Confartigianato della Montagna pistoiese, Rossano Pagliai -. Pensiamo a un infarto, a un grave incidente sul lavoro o a qualsiasi emergenza tempo-dipendente: percorrere decine di chilometri su strade montane può fare la differenza tra la vita e la morte. Inoltre, non sempre l’elisoccorso può operare a causa delle condizioni meteorologiche o delle limitazioni operative”.
“La mancanza di servizi essenziali contribuisce allo spopolamento della montagna e rende più difficile attrarre nuove famiglie, lavoratori e investimenti – prosegue Pagliai -. Le imprese artigiane, commerciali e turistiche che operano in queste aree hanno bisogno di infrastrutture e servizi adeguati per continuare a creare occupazione e valore”.
L’associazione esprime apprezzamento per il lavoro svolto dalle associazioni territoriali, dai cittadini e dai sindaci dell’Unione dei Comuni della Montagna pistoiese, che hanno saputo fare fronte comune per riportare il tema della sanità montana al centro del dibattito istituzionale.
“È arrivato il momento di passare dalle dichiarazioni ai fatti – conclude Rossano Pagliai – La Montagna pistoiese non chiede privilegi, ma il diritto ad avere un ospedale vero, capace di garantire cure, sicurezza e dignità ai cittadini. La tutela della salute non può dipendere dal luogo in cui si vive. Per questo chiediamo alle istituzioni regionali e sanitarie un impegno concreto e tempestivo per restituire al territorio servizi adeguati e prospettive certe per il futuro”.


