di Marcello Paris
PISTOIA – Da pochi giorni si è insediato il nuovo Consiglio dell’Associazione degli imprenditori che, dopo l’accorpamento del 2016, comprende Lucca, Prato e Pistoia.

Vice presidente per la zona pistoiese è stato eletto Massimo Capecchi imprenditore di lungo corso, principale azionista della Cima impianti ma soprattutto conosciuto come presidente della società del Pistoia Basket, carica che gli ha valso il riconoscimento come miglior dirigente della serie A.
Lo abbiamo incontrato a Pistoia nella sede territoriale di Confindustria Toscana Nord.
Capecchi, un nuovo ruolo, una nuova sfida e un impegno in più. La sua esperienza di imprenditore quanto può essere utile in questo nuovo ruolo.
Mi aiuta moltissimo. Anche se le realtà imprenditoriali sono diverse alla fine le problematiche sono simili: necessità di infrastrutture, di avere l’indotto, di assumere personale e di doversi muovere in una realtà sempre più complessa con la quale ci si confronta ogni giorno.
Come giudica l’arrivo alla vice presidenza di questa importante associazione.
Per prima cosa dico di essere molto contento che la presidente Romagnoli mi abbia chiesto di affiancarla.
L’esperienza fatta nel basket come presidente e vice presidente può aiutare a svolgere il ruolo futuro
Come ho detto sono realtà completamente diverse però a livello professionale tutto può servire da lezione. Naturalmente una società sportiva ha problematiche affatto diverse da una realtà industriale sia come la mia, sia come Confindustria.
Entrando più nello specifico, dal suo punto di vista quali sono le necessità delle aziende e del territorio.
Il territorio necessita di investimenti per le infrastrutture da parte degli enti preposti. In particolare la viabilità: fra la parte pistoiese e la Valdinievole le Statali sono in grande sofferenza e se penso alla Firenze-Mare è un altro problema. Per riuscire a muovere le merci in maniera efficiente ci vorrebbe ben altro.
A proposito di A11 e terza corsia, non se ne sente più parlare.
Sembra che ci sia stato uno stop e non si capisce perché. E pur essendo in Confindustria per Pistoia non mi sfugge la stessa problematica per Prato e Lucca.
Lei ha la delega all’internazionalizzazione, come pensa di agire, quali sono i bisogni delle aziende e come pensate di aiutarle.
In alcuni casi credo che serva fare rete in modo migliore, recarsi insieme alle fiere ma anche cercare di capire come dare una mano alle aziende per sfruttare le sovvenzioni e poi affiancarle aziende quando vanno all’estero, che non significa solo esportare ma creare una filiera produttiva che lavorando solo a casa nostra non riusciamo a fare.
Parlando sempre di internazionalizzazione ci può essere l’aiuto della Regione e degli organi del Ministero per avere un aiuto magari per nuovi mercati come ad esempio l’Africa.
Si ci sono i vari uffici, c’è l’Ici, la Sace che facilità gli investimenti all’estero, organismi che andranno avvicinati dalle realtà come le nostre: collegarsi a Roma e trasferire conoscenze per dare possibilità alle nostre aziende di approfittare di potenzialità fin’ora non sfruttate. Io sono stato recentemente in Egitto e se guardo al Piano Mattei del Governo che ha messo a disposizione quattro miliardi, al momento sono stati utilizzati solo cinquecento milioni. Sono tutte situazioni non facili ma occasioni che si devono cogliere.
Lei pensa che ci sia la capacità, più che la volontà di cogliere queste occasioni. Di agire, di fare.
Credo che gli imprenditori ci provino ma se penso ad una realtà piccola come la mia ha più difficoltà a muoversi in questo ambito. Per questo dicevo che, soprattutto le piccole, vanno aiutate e con il supporto di Confindustria Nazionale ci può essere questo aiuto per fare questi passi e sfruttare le opportunità. Noi da qui, nel nostro piccolo, continuiamo a provarci.







