di Marzio Dolfi
PISTOIA – Prosegue l’occupazione del Liceo Artistico Petrocchi. La decisione è stata presa stasera nel corso di un “vertice” a cui hanno partecipato i rappresentati dei ragazzi, il Provveditore agli studi di Pistoia, la Preside dell’Istituto e tecnici della Provincia.

Alla fine i ragazzi non hanno accolto la proposta di una autogestione concordata e hanno deciso che rimarranno nella loro scuola, per sottolineare le ragioni della loro protesta.
“E’ stata una decisione difficile – ha detto ai giornalisti Gaia Golembiewski, emozionatissima rappresentante d’Istituto – soprattutto dopo che per tutto il giorno ci siamo sentiti dire che abbiamo una forte responsabilità personale in questa vicenda. Ma ci abbiamo messo la faccia e abbiamo deciso di andare avanti”.
“Abbiamo una fottuta paura – ha aggiunto un altro rappresentante degli studenti – ma abbiamo voglia di dare un segnale forte e finalmente di riuscire a cambiare le cose”.
Le cose da cambiare sono tante: in primo piano i problemi generali che attraversano la scuola, le trappole del rapporto scuola-lavoro, l’incertezza della seconda prova all’esame di maturità. Ma a questi temi nazionali si intrecciano temi locali: a partire dagli storici problemi strutturali dell’istituto, la mancanza di spazi, la divisione in sedi diverse e mai risolutive. A questo si aggiunge poi, e non ultimo in ordine di importanza, l’atteggiamento quantomeno discutibile di uno (o forse anche di un secondo) insegnante, che ha portato in classe atteggiamenti di esaltazione del fascismo e frasi omofobe e razziste, colpendo duro sulla sensibilità, e la fragilità, dei ragazzi.

Soprattutto questi ultimi elementi hanno spinto gli studenti a far fronte. “Non ci basta un richiamo verbale o la promessa che la vicenda sarà presa in considerazione. Come non ci basta la promessa che sarà abbattuto un muro”.
Tutto quello che questa vicenda ha prodotto finora è infatti solo un richiamo verbale a un insegnante, che poi avrebbe continuato i suoi atteggiamenti. Insomma: niente.
“La provincia ha dato la massima disponibilità sui problemi strutturali – ha detto il Provveditore di Prato e Pistoia Susanna Pizzuti – quanto al docente, abbiamo garantito che la vicenda sarà approfondita e gli uffici si muoveranno di conseguenza. Abbiamo discusso, in un atteggiamento di pacifico e reciproco ascolto. Ma i ragazzi hanno confermato la loro scelta di occupare. Ne prendiamo atto – ha aggiunto il Provveditore – consapevoli che per i ragazzi si tratta di una scelta in cui la responsabilità è grande”.

L’episodio che è avvenuto (e che si sarebbe ripetuto) fra i banchi è comunque un fatto assai grave . “Una questione che – aggiunge Pizzuti – prendiamo in carico per la prima volta. La preside ne era venuta a conoscenza circa un anno fa e l’insegnante era stato sanzionato con un richiamo”.
“Non ho mai avuto su questo fatto niente di scritto – aggiunge la Preside Elisabetta Pastacaldi – anche oggi ho chiesto un passo in questo senso. Ne ero venuta a conoscenza lo scorso anno e non potevo sapere che la cosa fosse andata avanti anche dopo il mio richiamo ufficiale”.
“Abbiamo cercato di far capire ai ragazzi, da stamani, che la migliore cosa è il dialogo: la scelta che hanno fatto è invece diversa: può portare loro dei danni e io a loro voglio bene”.
Stasera e stanotte un gruppo notevole di studenti rimarranno nella loro scuola. Con l’intenzione di portare avanti le loro ragioni. “Almeno fino a venerdì”, come ci dicono i rappresentanti di Istituto. Ci sarà di sicuro modo di parlarne ancora.







