mercoledì, Settembre 9, 2026

Corbezzi, la stazione delle sei gallerie

PISTOIA – Una piccola stazione di collina lungo la ferrovia Porrettana che nasconde una caratteristica unica e sorprendente, autentico capolavoro di ingegneria ferroviaria.

Percorrendo la strada statale Bolognese, all’altezza della località La Cugna una deviazione sulla destra conduce, in circa un chilometro, alla stazione ferroviaria di Corbezzi, lungo la linea Porrettana nel ripido e impegnativo tratto fra Pistoia e Pracchia.

La stazioncina di Corbezzi lungo la ferrovia Porrettana (fotografie di Andrea Capecchi)

Abbiamo avuto più volte occasione di ricordare le difficoltà tecniche e le sfide ingegneristiche poste dal forte dislivello del versante toscano (circa 550 metri in 26 km di percorso), che costrinsero progettisti e ingegneri a trovare soluzioni originali e assolutamente innovative per l’epoca, affiancando alla costruzione della ferrovia una serie di opere e infrastrutture “di supporto” per rendere efficiente e sicuro il traffico ferroviario.

Questo significativo patrimonio di ingegneria ferroviaria lungo la Porrettana – che, al momento della sua inaugurazione nel 1864, costituiva la principale direttrice nei collegamenti ferroviari tra Milano, Bologna e Firenze, futura capitale del regno d’Italia – si può notare anche nella stazioncina di Corbezzi, inaugurata nel 1881 e custode di una caratteristica forse unica al mondo.

I due binari della stazione di Corbezzi, quello di marcia (a sinistra) e quello deviato (a destra)

La fermata, infatti, venne concepita fin dall’inizio non tanto per servire lo scarso traffico passeggeri delle frazioni di Corbezzi e Uzzo, quanto come luogo di incrocio fra i convogli che la linea a binario unico rendeva necessario, soprattutto in un punto così delicato della tratta, in forte pendenza e a metà strada fra Pistoia e Pracchia. Accanto al binario di marcia si trova un secondo binario “deviato” con relativi fasci di binari, oggi smantellati, che la particolare conformazione del territorio – la stazione è stretta lungo un pendio della collina – rendeva obbligatorio far terminare in galleria.

Ed è proprio questa la particolarità di Corbezzi: sulla stazione si affacciano ben sei gallerie, tre in direzione Pistoia e altrettante in direzione Porretta, poste in posizione speculare a circa 250 metri di distanza. In ciascun gruppo di gallerie, solo quelle centrali servono per la marcia dei treni e sono utilizzate ancora oggi, mentre quelle laterali sono a fondo cieco poichè in passato assolvevano ad altre funzioni di manovra dei convogli.

Le tre gallerie del lato settentrionale, in direzione di Pracchia

Sul lato verso Porretta si aveva dunque una prima galleria a sinistra per la retrocessione dei treni più lunghi che altrimenti non riuscivano a incrociare, la seconda era del binario di marcia e la terza era destinata al ricovero dei carri in sosta. Nella direzione di Pistoia si aveva a sinistra la galleria del binario “di lanciamento” che permetteva ai convogli di retrocedere in piano e prendere una rincorsa per affrontare la salita, la galleria del binario di marcia e infine a destra la galleria “di salvamento” che terminava in salita, per consentire l’arresto dei treni in discesa in caso di guasto ai freni, in una sorta di “via di fuga” in sicurezza. Binari di lanciamento e salvamento erano d’altra parte un elemento costante della linea nel tratto fra Pistoia e Pracchia, come è possibile vedere anche nell’ex stazione di Valdibrana (https://www.reportpistoia.com/valdibrana-e-piteccio-stazioni-dismesse-lungo-la-porrettana/).

Le tre gallerie del lato meridionale, in direzione di Pistoia

Con l’elettrificazione della linea e la dismissione dello scalo merci le gallerie laterali di Corbezzi hanno progressivamente perso la propria funzione, venendo abbandonate e private di binari e massicciata; i loro “occhi” restano però ben visibili a chi transita nella stazioncina, simbolo, come quasi tutta la ferrovia Porrettana, di abilità ingegneristica e di interessante “archeologia ferroviaria”.

Related Articles

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

ULTIMI ARTICOLI