di Caterina Benini
PISTOIA – Benedetta Tobagi, scrittrice, giornalista e conduttrice radiofonica, vincitrice del premio Campiello 2023 con il libro “La resistenza delle donne”, ha tenuto, al teatro Bolognini, un interessante incontro dal titolo: “A Corpo libero, donne in lotta dalla Resistenza al femminismo”.
Un percorso intenso e coinvolgente dedicato alla storia del corpo femminile, trasformato nel tempo in un terreno di conflitto, controllo e rivendicazione.

Tobagi ha accompagnato gli spettatori attraverso le vicende delle donne che hanno partecipato alla Resistenza italiana, soffermandosi sul loro contributo politico, umano e sociale a lungo rimasto ai margini della narrazione ufficiale.
Dalle staffette partigiane alle protagoniste delle battaglie per i diritti e l’emancipazione, il racconto ha messo in luce il filo che lega la lotta antifascista alle conquiste del femminismo contemporaneo attraverso i cambiamenti del corpo delle donne.
Benedetta Tobagi ha raccontato il lungo percorso in cui il corpo femminile è passato dall’essere considerato marginale, fragile, “invisibile”, fino a diventare uno spazio di azione politica e libertà.
Nella narrazione della Resistenza, molte donne, soprattutto le staffette partigiane, riuscivano a muoversi meno sospettate perché immerse negli stereotipi del loro tempo: erano considerate poco pericolose, poco autonome, poco intelligenti, incapaci di partecipare alla lotta armata o all’organizzazione politica.
Quella stessa invisibilità sociale, ha raccontato Tobagi, diventò paradossalmente una forza. Le staffette attraversavano posti di blocco, trasportavano messaggi, armi, documenti, tenevano uniti i collegamenti tra le brigate partigiane. Il loro corpo era visto come un corpo “innocuo”, e proprio per questo poteva agire.
La scrittrice durante l’incontro ha mostrato però come dietro quell’apparente fragilità ci fossero coraggio, intelligenza strategica e una straordinaria capacità di resistenza.
Da qui il collegamento con il femminismo: il passaggio da un corpo invisibile a un corpo finalmente visibile, ascoltato, autodeterminato. Un corpo che rivendica parola, diritti, desiderio, presenza nella storia.
Tobagi ha messo in risalto una continuità profonda tra la lotta partigiana e le successive battaglie per l’emancipazione delle donne.

Al centro dell’incontro il corpo delle donne che per anni è stato considerato come un “campo di battaglia”, luogo di oppressione ma anche di libertà, autodeterminazione e resistenza.
Un argomento che continua a interrogare il presente e che la scrittrice ha affrontato con il rigore della ricerca storica e una forte capacità comunicativa.










