lunedì, Maggio 25, 2026

Giovanni Allevi ai Dialoghi: malattia e rinascita in un concerto

PISTOIA – L’ultimo confronto dei Dialoghi di Pistoia è stato riservato a Giovanni Allevi interrogato dall’antropologo Adriano Favole, anche se alla fine il confronto si è rivelato quasi un monologo.

Accolto con scroscianti applausi, Allevi ha mostrato tanta la voglia di esorcizzare la malattia tanto da averci costruito un concerto: il Concerto MM22 per violoncello e orchestra, un viaggio tra dolore e rinascita, dove la prima M sta per malattia la seconda per mielosi, il 22 rappresenta l’anno del ricovero e della composizione.

E questa voglia si è trasferita sul palco dei Dialoghi per parlare di “Abitare il corpo. Quando la musica nel dolore cerca l’infinito”.

Se non l’infinito, nella musica Allevi vi ha trovato la ragione di sfidare la malattia trascrivendo, o meglio trasfigurando, la sofferenza in note.

Alcuni momenti dell’incontro ai Dialoghi di Pistoia con il maestro Giovanni Allevi e l’antropologo Adriano Favole (fotografie di Stefano Di Cecio)

“Mentre ero all’ottavo piano dell’ospedale dove mi stavano curando – racconta – ho pensato all’Arte della Fuga di Bach, poi rimasta incompiuta, e lì mi sono dedicato alla scrittura della musica ispirato dallo stato d’animo del momento”. Così sono nati i movimenti, “con Anima”, “l’Abbandono”, Nostalgia.

“Quelle note – ha detto il Maestro – corrispondono alla malattia e alla parola Mieloma così ho fatto corrispondere altrettante note”. E mentre raccontava sofferenze e speranza ha fatto ascoltare pezzetti della composizione. Una composizione scritta per altri strumenti e non per il suo strumento, il pianoforte perché, considerati i forti dolori alle ossa, pensava che non avrebbe più potuto suonare quello strumento.

In uno dei pochi interventi Adriano Favole ha chiesto se la malattia può essere configurata come battaglia del paziente che diventa guerriero. La sua risposta ha toccato vari aspetti della malattia dicendo che questa ti allontana dalla famiglia, dagli amici, si perde il lavoro, dunque, dice Allevi, si combatte si ma soprattutto contro le nostre paure e questo concerto l’ho scritto sul letto dell’ospedale ed ora mi fa impressione ascoltarlo perché mi riporta a quella situazione.

Un siparietto Allevi lo ha dedicato all’infusione delle cellule staminali che per un certo tempo sembrava non dessero risultati con i globuli bianchi sempre a zero. Poi un giorno, racconta ancora, un medico entra in camera esultando e dicendo che erano comparsi 13 globuli bianchi allora ho immaginato queste molecole che saltellavano nel mio corpo e le ho messe in musica.

L’antropologo ha chiesto se per lui esiste l’universalità della musica.

Per Allevi non è così. La musica, ha sostenuto, è si universale ma ogni popolo ha la sua e ogni musica deve esser capita. Così dicendo ha esemplificato con una sua esperienza in Giappone dove un gruppo musicale gli ha fatto dono di una esecuzione musicale che non ha capito per cui, ha concluso, ogni tipo di musica ha bisogno di essere capita e serve uno sforzo per arrivarci.

Infine Favole ha chiesto dell’Intelligenza Artificiale e se ne avrebbe fatto uso. La risposta è sta lapidaria: a pensarci mi fa venire l’orticaria. “Non ne sento il bisogno, almeno nella musica”.

La conclusione della serata è stata ancora un’altra ovazione a sottolineare anche la simpatia del personaggio che ha insegnato come anche dal letto di un ospedale e con una malattia grave si può provare a reagire. E questo, ne è convinto, aiuta.

Related Articles

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

ULTIMI ARTICOLI