Una visione della città non è una cosa astratta; è invece un’idea di governo che un’amministrazione ha il dovere di rappresentare ai cittadini.

Le ultime dichiarazioni di Tomasi sull’area del Ceppo sono la dimostrazione ulteriore di una giunta che amministra giorno per giorno, a seconda delle convenienze del momento.
Non è un caso che Tomasi abbia espresso ora l’idea di realizzare al Ceppo un parco, chiedendo alla Regione di rivedere (un’altra volta) l’Accordo di Programma del 2019.
Dice che prima non c’erano le condizioni.
E’ incredibile.
L’Accordo del 2015 prevedeva un parco di oltre 31.500 mq, che avrebbe connesso il Ceppo con i giardini del Carbonile, del Giardino Volante e di Sant’Iacopo in Castellare (in corso di ristrutturazione), ma la Giunta Tomasi l’ha dismesso rimandando indietro anche 6 milioni e mezzo di finanziamenti PIU.
Su richiesta dell’ASL, la Giunta Tomasi ha firmato nel 2019 un Accordo che azzera il verde e mette in vendita l’intera area; e per questo ha dato il permesso di demolire il Padiglione Nuove Degenze, pur in vigenza di un Piano Particolareggiato che prevede altro. Quindi, l’ASL ha speso 1 milione e 600.000 euro in più per le demolizioni, oltre i 6 milioni già spesi. Soldi pubblici, che si aggiungono ai 18 milioni da recuperare per il pareggio del piano economico del nuovo ospedale.
Dopo quasi tre anni, Tomasi chiede alla Regione di rivedere tutto e di accollarsi dunque tutte le spese sostenute, per il San Jacopo e per l’area del Ceppo. Rivuole un parco. Dice che ora ci sono le condizioni.
Perché prima no e ora sì?
Il PNRR non c’entra nulla. I progetti del PNRR sono rivolti al futuro, non al passato, e siamo ancora ansiosi di vedere le idee di Tomasi al riguardo: idee più fortunate di quelle presentate ai bandi PINQUA.
E allora perché ora?

La risposta sta nell’area ex Breda. Pistoia non può sostenere troppi quartieri residenziali. Già ci sono tanti appartamenti sfitti. Allora bisogna scegliere dove farli. E Tomasi sceglie l’ex Breda rispetto al Ceppo. Cioè significa: sceglie di favorire l’investimento privato rispetto a quello pubblico.
Ma questa scelta ha ancora un’altra conseguenza: se la Regione asseconderà Tomasi, come ha fatto nel 2019, allora ha un’unica possibilità per trovare quei 18 milioni di ripiano del nuovo ospedale: vendere le Ville Sbertoli (o svenderle, come l’ex Breda).
Crediamo di essere facili profeti, se pensiamo che prossimamente si manifesterà qualche interesse per le Ville Sbertoli. Allora il cerchio sarà chiuso.
Regione e ASL replicheranno rapidamente a Tomasi? Allora ci sono spazi per respingere questo disegno. Passerà del tempo? Allora, cittadine e cittadini, mobilitiamoci. Questa città è in pessime mani.
Associazione Palomar











Prima era peggio