mercoledì, Settembre 9, 2026

Cronaca di una vacanza albanese fra luci e ombre

di Marcello Paris

SARANDA (Albania) – In questi giorni si parla di vacanze in Albania: i giornali per la visita della premier Meloni, i social perché sembra che gli italiani abbiano scoperto un luogo magico per passare le vacanze a buon mercato.

Mi inserisco nel dibattito per una testimonianza diretta che non vuole e non può essere esaustiva del vivere vacanziero nel Paese dell’aquila bicefala per la limitatezza della permanenza, ma se ne può ricavare un’idea sulla qualità e bontà dei luoghi.

Dunque la località di cui parlo è Saranda, una località nel sud della nazione (se si decide di andare in aereo si raggiunge agevolmente da Corfù con mezz’ora di aliscafo), che con Ksamil sembrano essere le mete preferite di questa estate “albanese”.

Erano un paio d’anni che mi ripromettevo di visitare l’Albania per le vacanze estive. Così cercando un orientamento sui diversi siti ho deciso di passare due settimane a Saranda. O meglio Mango, una frazione a due chilometri dalla città.

Saranda

Naturalmente la permanenza non si è limitata a rimanere “sdraiati” su un lettino sotto l’ombrellone ma si sono fatte alcune escursioni nel raggio di un centinaio di chilometri visitando Ksamil distante 18 chilometri, poi Argirocastro, Bitrint, Lukova beach nella prefettura di Valona e Syri i Kalter ovvero Occhio blu, una sorgente che forma un laghetto di acqua blu e freddissima. Qui il problema, fra luglio e agosto, consiste nel dovere lasciare l’auto a circa due chilometri e camminare sotto il sole battente.

A Saranda c’è il piccolo porto turistico per le provenienze dalla Grecia. C’è una bella e moderna passeggiata e sotto la spiaggia libera con doccia; la spiaggia  è fatta di ciottoli ed è una costante: poche e piccole le spiagge con la sabbia.

La viabilità lascia un po’ a desiderare: spostarsi da Saranda chiede pazienza per il traffico disordinato, con auto parcheggiate ad occupare parte della carreggiata con conseguenti rallentamenti. Raggiunta la periferia va meglio; la viabilità verso Tirana è  buona per la nuova strada che taglia le colline con alcuni tunnel. Diversa la direttrice per Valona che ha ancora le vecchie e datate strade.

Nei principali centri balneari c’è una grande frenesia in termini di edilizia: si ha l’impressione che si costruisca in modo arrembante, senza un preciso piano regolatore e con poco rispetto per l’ambiente. Le strade interne sono poco curate con marciapiedi trascurati e non proprio puliti.

Noleggiare un’auto piccola costa mediamente 45 euro al giorno mentre i tassisti chiedono circa 15 euro per un paio di chilometri (ad esempio dal porto di Saranda a Mango).

Si favoleggia di prezzi bassissimi. Se paragonati agli aumenti italiani degli ultimi tempi si spende obiettivamente meno, ma non i 16 euro per un pasto completo, come si legge sui social. Nella maggior parte dei ristoranti il menù è molto limitato: si trovano tre quattro primi e altrettanti secondi: quasi dappertutto gli stessi piatti. I costi sono 7-8 euro il primo e 11-13 euro il secondo. La pizza, spesso con forno a  legna, la trovi fra 6 e 10 euro mentre   una bottiglia d’acqua da un litro costa fra 1,50 e 2 euro. Come in molti paesi all’estero non si paga il coperto e per un pasto modesto è un bel vantaggio, in termini percentuali.

Come si è detto le spiagge sono per lo più ciottolose con piattaforme di cemento per creare spazi pianeggianti, specialmente dove c’è alternanza fra spiaggia e scoglio. Purtroppo molti bagni, specialmente a Ksamil, abbondano con la musica, suonata a tutto volume con l’assordante ritmo tech delle percussioni: un tormento. Qui per due lettini e ombrellone chiedono anche 20-30 euro ma la media ammonta a 15.

Le persone sono gentili ma nella maggior parte dei casi non parlano italiano; ma sarà una cosa transitoria considerando la “svolta” italiana verso nuovi lidi dove trascorrere le vacanze. Tanto per esemplificare, sul lungomare di Saranda, pieno di ristoranti, c’è il ristorante-pizzeria “Casa mia” con tanto di bandiera italiana, ma italiano niente: solo inglese.

Gli alberghi sono meno cari che da noi ma quasi mai c’è la possibilità di scegliere la mezza pensione, solo prima colazione. Abbondante ma con poca varietà.  

Un luogo che vale la pena visitare è il Parco Archeologico Nazionale di Butrint, o Butrinto, a circa 20 Km da Saranda,  patrimonio dell’Umanità dal 1992. Il sito ha avuto occupazioni normanne, angioine, bizantine con tracce che risalgono al XII secolo a.C. Nel 44 a.C Butrinto diventa colonia romana per arrivare al XIX secolo quando Ali Pasha, governatore ottomano albanese, fece costruire la fortezza ancora intatta.

Argirocastro ( Gjirokaster) è una delle più antiche città albanesi. La traduzione del nome significa fortezza argentata. Sovrasta la  città antica (ma non c’è molto) con testimonianze delle culture greca, romana, bizantina, turca e albanese e dove si trova la Moschea Baazar: anche questa località e fra i patrimoni dell’umanità. È considerato il centro della minoranza greca d’Albania.

Fra le spiagge poco affollate e meno rumorose c’è Lukova, una bella e suggestiva insenatura nascosta in una vallata sulla via per Valona, raggiungibile da una strada un po’ tortuosa ma poco trafficata. Trip Advisor racconta che lettini e ombrellone costano 700 Lek (7 Euro) in realtà ne vogliono 15.

Questa breve e limitata testimonianza cerca di fare un po’ di luce su un luogo che sta diventando meta turistica per gli italiani ma che nella sua piacevolezza  non può essere considerato luogo di bengodi a costi stracciati. Un Paese con un’economia e un turismo in crescita (le stime ufficiali dicono che il 60% della popolazione guadagna 350 euro la mese) ma che deve ancora imparare “come si sta la mondo” per non creare illusioni che si possono trasformare in delusioni.

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