PISTOIA – Sabato scorso, alla festa dell’Unità del Partito Democratico di Pistoia l’assessore regionale alla sanità Monia Monni ha precisato che il “Pacini” di San Marcello Pistoiese non sarà classificato “Ospedale di Area disagiata” e non avrà un vero Pronto soccorso. Ha aggiunto che, relativamente al progetto pilota per la sanità della Montagna pistoiese, è in attesa di “ulteriori osservazioni” da parte dei sindaci della montagna e di voler dare risposte in “tempo rapido” ai cittadini e alle esigenze della popolazione.

Insomma, l’assessore Monni ha spento, forse definitivamente le speranze dei cittadini della montagna. Nel silenzio dei consiglieri regionali pistoiesi.
Cinque esponenti del comitato “Dal Pacini non si scende!” (Emiliano Bracali, Flavio Ceccarelli, Alessandro Di Rocco, Simone Ferrari, Carlotta Guerrini), hanno scritto alla Consulta socio sanitaria per chiedere un incontro urgente con lo scopo di chiarire una questione fondamentale: visto che la Regione sta trattando con gli amministratori una questione che riguarda direttamente la salute dei cittadini che vivono, lavorano e frequentano la montagna, perché la Consulta, che è nata nel 2025 appositamente, non è stata coinvolta?
Eppure, l’articolo 3 del regolamento della Consulta è chiaro e le assegna questi compiti: effettuare un monitoraggio delle esigenze e delle criticità nella materia della tutela della salute, studiare proposte migliorative sull’andamento dei servizi sanitari nel territorio di riferimento, al fine di sostenere una politica sanitaria partecipata dai cittadini; controllare la quantità e la qualità dei servizi erogati; promuovere e contribuire al miglioramento della qualità dei servizi socio-sanitari presenti sul territorio comunale; verificare periodicamente gli indirizzi programmatici di gestione, lo stato di attuazione, la corrispondenza dei risultati con gli obiettivi prefissati dalla Azienda sanitaria locale.
“Non è la prima volta che sollecitiamo un ruolo più attivo della Consulta su questo tema – scrivono i cinque -. A metà giugno chiedemmo un incontro per definire le strategie post manifestazione e i primi di luglio chiedemmo che qualcuno della Consulta potesse partecipare all’incontro con l’assessora Monni che aveva come oggetto il Progetto pilota per la sanità della Montagna pistoiese. Nel frattempo non solo non è stata convocata alcuna riunione, con all’ordine del giorno le nostre richieste, ma non siamo neanche stati aggiornati sulle varie proposte, e le osservazioni fatte relative al “Progetto pilota”. Con la mail inviata ieri abbiamo chiesto due cose semplicissime: un incontro in tempi rapidissimi per chiarire il perché la Consulta non è stata coinvolta in questa trattativa e se ha senso mantenerla in vita così com’è, alla luce di questi fatti, tenerla in piedi; di poter visionare entro brevissimo tempo, la proposta fatta dalla Regione e le osservazioni fatte dagli amministratori a quanto proposto dall’assessorato. La nostra non è una richiesta polemica, ma è la richiesta minima di chi fa parte di un organismo nato con lo scopo di “salvaguardare la salute quale fondamentale diritto dell’individuo e bene primario della collettività” (art. 1 del regolamento della Consulta) e che negli ultimi 13 anni ha visto i servizi sanitari della Montagna decimarsi di fronte a ‘potenziamenti’ promessi che si sono rilevati, invece, dei tagli incondizionati ai servizi forniti ai cittadini”.


