mercoledì, Settembre 9, 2026

Delitto di Agliana, troppo silenzio nella notte dell’omicidio

di Ilaria Lumini e Marzio Dolfi

AGLIANA – C’è un grande silenzio attorno alla villetta in cui lunedì è stato ucciso Alessio Cini. Il silenzio di una campagna isolata, in cui si avverte soltanto il rumore leggero dell’acqua che scorre.

La villetta di via Ponte dei Baldi

Attraversiamo un ponticino e viaggiamo sull’argine del torrente Brana. Poco più in basso la zona dell’omicidio. Gli inquirenti stanno indagando e cercando di ricostruire il possibile scenario in cui si è consumata l’aggressione, l’uccisione, l’abbandono di un corpo avvolto dalle fiamme.

Quello che sembra difficile è che gente estranea alla zona sia riuscita a sfruttare l’isolamento della villetta di via Ponte dei Baldi per appostarsi, preparare e realizzare un omicidio. Difficile insomma pensare a un silenzio “complice”. Anche perchè nella zona ci sono parecchi cani. Avrebbero abbaiato.

Proprio mentre pensiamo a questo ci vengono incontro, abbaiando, tre meticci. Non sono aggressivi. Ma abbaiano. Sono i cani di una signora anziana che abita a fianco della casa gialla del delitto. Scambiamo con la donna qualche parola: “sono buoni – ci dice ancora segnata dalla storia terribile che ha visto da vicino – non fanno niente”. E ci ricorda un fatto che l’ha colpita nella notte dell’omicidio di Stefano Cini: “Uno dei miei tre cani, quella femmina là, quella notte è voluta uscire di casa molto presto, verso le 4.30 ed è corsa abbaiando su per l’argine, verso la casa di Black”.

Black è piccolo bastardino nero della famiglia Cini.

“Poco dopo – ci dice ancora la signora – è tornata e io dopo un’oretta e mezzo ho visto i carabinieri”. La tragedia si era consumata. Perchè i cani sono rimasti in silenzio?

“Ci conosciamo tutti – ci dice ancora l’anziana signora – e tutti conoscono anche i cani che abbaiano ad ogni movimento sospetto”. Niente di strano. Strano sembra invece il loro silenzio di quella notte.

Mentre salutiamo la signora, ci viene incontro proprio Black. Scodinzola ma nei suoi occhi sembra di intravedere un lampo di tristezza.

L’argine della Brana e la casa dell’omicidio

Intanto sulla vicenda non emergono novità. I carabinieri continuano il loro lavoro e si trincerano ancora dietro un riserbo blindato. Si avverte comunque l’impressione che qualche sviluppo che squarci il silenzio non sia troppo lontano. Potrebbe arrivare dalle analisi dei materiali trovati nella zona, da qualche risposta che deve ancora dare l’autopsia (ad esempio l’ora precisa della morte). Come uno spiraglio potrebbe essere contenuto nelle ultime chiamate del cellulare di Alessio Cini o nelle telecamere di sorveglianza di cui la magistratura ha sequestrato le immagini di quella notte. Si cerca insomma la traccia che possa spalancare le porte per chiarire questo tremendo omicidio e cominciare a definire il volto di chi lo ha realizzato, sparendo poi nel buio della notte e nel silenzio della campagna aglianese.

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1 commento

  1. Mah, un vero giallo da Sherlok Holmes ed Ellery Queen…. e se gli fossero preso fuoco gli abiti e si è buttato per spengersi dal balcone picchiando testa e torace sulla ringhiera presente e poi rotolato sul selciato? Oppure può aver visto qualcuno aggirarsi furtivamente ed è uscito venendo aggredito da una o più persone. Comunque gli inquirenti se non lo hanno già fatto dovrebbero fare il controllo di tutti i cellulari collegati ai ripetitori in zona così da poter risire a qualche eventuale numero che con le coordinate risultava in zona nell’orario precedente al fatto. Comunque sia mi auguro che in qualche modo si arrivi a risolvere il giallo.

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