venerdì, Aprile 17, 2026

Desertificazione bancaria, la Cgil: a Prato e Pistoia scomparso oltre uno sportello su due in 12 anni

PRATO / PISTOIA – “Negli ultimi anni i territori di Prato e Pistoia stanno subendo un progressivo e preoccupante fenomeno di desertificazione bancaria, che rischia di compromettere l’accesso ai servizi finanziari per cittadini, imprese e intere comunità locali.

I dati parlano chiaro. Nel periodo 2013–2025 gli sportelli bancari si sono più che dimezzati in entrambi i territori: in provincia di Pistoia si è passati da 180 sportelli a 86, con una riduzione del 52,2%, mentre in provincia di Prato si è scesi da 134 a 59 sportelli, pari a un calo del 56,0%.

Un arretramento così marcato in un arco temporale comunque significativo evidenzia una trasformazione profonda e strutturale del sistema bancario, che sta progressivamente abbandonando i territori.

Ma oggi il problema non è più soltanto la riduzione degli sportelli: in diversi territori si è già arrivati alla loro totale scomparsa.

In provincia di Pistoia due comuni risultano completamente privi di sportelli bancari: Marliana e Sambuca Pistoiese. A questi si aggiungono quattro comuni che dispongono di un solo sportello – Chiesina Uzzanese, Massa e Cozzile, Montale e Uzzano – e che quindi si trovano in una condizione di forte fragilità e a rischio desertificazione nel breve periodo.

La situazione è critica anche in provincia di Prato, dove i comuni di Cantagallo e Vernio sono già rimasti senza alcun presidio bancario.

Particolarmente significativa è la dinamica delle recenti chiusure: nel solo 2025 Intesa Sanpaolo ha chiuso quattro filiali nel territorio pistoiese – Abetone, Montale, Casalguidi e Margine Coperta – contribuendo in modo rilevante alla riduzione dei presidi bancari locali.

Si tratta di territori in cui la chiusura delle filiali non rappresenta soltanto una riorganizzazione aziendale, ma determina un vero e proprio vuoto di servizi essenziali. Cittadini, spesso anziani, e piccole imprese sono costretti a spostarsi nei comuni limitrofi anche per operazioni bancarie di base, con un aggravio di costi, tempi e disagi.

La FISAC CGIL ribadisce da tempo che la digitalizzazione non può essere l’unica risposta. Non tutti i cittadini sono nelle condizioni di utilizzare strumenti online, e la presenza fisica delle banche resta un elemento fondamentale di inclusione sociale, presidio economico e supporto al tessuto produttivo locale.

Sempre più spesso, alla chiusura degli sportelli viene affiancata l’installazione di ATM evoluti, presentati come soluzione alternativa: si tratta però di strumenti che non possono sostituire il rapporto diretto con il personale e che, non di rado, presentano problemi di funzionamento, lasciando i cittadini privi di un servizio effettivo.

A questo si aggiunge la costante riduzione dell’occupazione nel settore, che impoverisce ulteriormente i territori anche dal punto di vista lavorativo e professionale.

Come FISAC CGIL di Prato e Pistoia denunciamo da anni questa situazione, più volte portata avanti insieme alle istituzioni locali ma rimasta inascoltata dal settore bancario, che prosegue nella riduzione della propria presenza sui territori pur a fronte di un forte aumento degli utili.

È indispensabile individuare soluzioni che garantiscano un livello minimo di servizio nei territori, evitando che la logica del profitto prevalga completamente sul diritto all’accesso ai servizi.

Chiediamo alle banche di assumersi una responsabilità sociale nei confronti delle comunità in cui operano e alle istituzioni di intervenire per contrastare un fenomeno che rischia di accentuare disuguaglianze già profonde.

La desertificazione bancaria non è inevitabile: è il risultato di scelte precise. E come tale può e deve essere contrastata”.

Leonardo Bardi, Segretario Generale FISAC CGIL Prato e Pistoia

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