venerdì, Aprile 17, 2026

L’Archivio Capitolare: un piccolo scrigno di tesori tra storia, diritto e musica

PISTOIA – Manoscritti e pergamene, registri di pagamenti, documenti amministrativi, libri antichi e rari e una straordinaria collezione di testi musicali custoditi in un piccolo scrigno nel cuore medievale della città.

È l’Archivio Capitolare della Cattedrale di Pistoia, luogo “nascosto” e poco noto agli stessi pistoiesi, ma ricco di sorprese e tutto da scoprire soprattutto per la rarità di alcuni volumi qui conservati e per la sua importanza per lo studio della storia millenaria della città.

Da un portone situato al civico n. 3 di vicolo del Sozomeno si accede all’antico chiostro dei canonici di Pistoia, una struttura circondata da tutti e quattro i lati da un portico, aperta e pavimentata, con un grande pozzo al centro e uno spazio che un tempo era utilizzato per la coltivazione di erbe medicinali.

Intorno al chiostro, e collegata direttamente a essa, si sviluppa la canonica della cattedrale, le cui origini altomedievali riportano indietro alla metà del IX secolo, quando gli imperatori carolingi tramite una serie di editti andarono a favorire la nascita e lo sviluppo presso le chiese cattedrali di un collegio di sacerdoti – i canonici regolari, cioè presbiteri legati all’osservanza di una regola che ne disciplinava la condotta – destinato ad assicurare il regolare svolgimento delle funzioni e degli uffici liturgici.

In maniera non dissimile ai monaci cenobiti, anche i canonici praticavano un’esperienza di vita in comune e pertanto non sorprende che anche gli ambienti della canonica pistoiese fossero organizzati attraverso una serie di spazi che anticamente si articolavano in dormitorio, refettorio, sala capitolare, più una serie di stanze destinate alla lettura dei testi sacri, alla conservazione dei paramenti liturgici o a magazzini.

Una testimonianza fisica e tangibile di vita ecclesiastica su cui vale la pena soffermarsi non solo dal punto di vista storico, ma anche per il fascino emanato dal luogo: per raggiungere l’archivio, ospitato in tre salette, si sale infatti fino al secondo piano del chiostro in uno spazio aperto che offre al visitatore una vista bellissima – e piuttosto insolita – sul lato meridionale della cattedrale, il tiburio e il campanile.

Una veduta esterna dell’Archivio Capitolare di Pistoia e alcuni dettagli dei manoscritti e delle opere conservati al suo interno (foto per gentile concessione della Diocesi di Pistoia)

L’Archivio Capitolare conserva i documenti prodotti dalla Cattedrale di Pistoia dalla sua fondazione ai giorni nostri, con le pergamene più antiche risalenti al periodo carolingio e ottoniano tra VIII e IX secolo, e rappresenta un deposito eccezionale di fonti per lo studio non soltanto dell’evoluzione della Chiesa pistoiese, ma anche della storia della nostra città attraverso i secoli.

Nei faldoni e nei fascicoli dell’archivio sono custoditi documenti che riguardano sia l’attività liturgica della Cattedrale, sia tutti gli aspetti economici e amministrativi della stessa, come le ricevute di pagamento per la commissione di arredi liturgici e opere d’arte, i registri delle decime pagate dalle parrocchie da essa dipendenti, le rendite dei terreni e degli immobili posseduti dal Capitolo, i contratti e le compravendite di beni, le lettere che testimoniano le relazioni intrattenute dal Capitolo con la Curia romana e il governo cittadino.

È un’autentica miniera di informazioni che va oltre l’aspetto prettamente religioso e permette agli studiosi di far luce su un ampio quadro di relazioni economiche e sociali che hanno segnato la storia di Pistoia, stante la centralità che la Cattedrale ha rivestito dall’età medievale a quella moderna, con la sua fitta rete di rapporti e i suoi numerosi possessi di beni sia all’interno della cerchia muraria cittadina, sia nel contado pistoiese.

Accanto all’archivio è presente anche la Biblioteca Capitolare, composta da opere manoscritte e a stampa – tra cui alcuni preziosi codici miniati medievali, incunaboli e cinquecentine – funzionali agli studi e alla formazione in ambito culturale e giuridico dei canonici della Cattedrale pistoiese. Anche nella nostra città, infatti, alla cattedrale era collegata una scuola in cui i canonici erano chiamati a ricevere un’istruzione completa che comprendeva, oltre alla conoscenza del latino, nozioni di teologia, filosofia, legislazione e diritto canonico.

L’Archivio Capitolare di Pistoia conserva copie coeve di alcune di queste opere, insieme a volumi rari e quasi introvabili, a testimonianza di un patrimonio di prim’ordine e di grande rilevanza scientifica per gli studiosi del settore. Non sorprende che l’archivio sia più conosciuto all’estero rispetto a Pistoia, e che studiosi e accademici da tutta Europa e non solo inoltrino richieste di prestito o di consultazione dei libri qui conservati per le loro ricerche.

Infine merita una menzione speciale la preziosa biblioteca musicale di corali e testi di musica sacra e non solo, cresciuta attorno all’attività dei maestri di cappella del Capitolo a partire dal XVI secolo: un patrimonio tutto da scoprire per i musicologi e gli appassionati di musica, che ha portato anche alla riscoperta di piccole “perle” come un inno attribuito a San Francesco che verrà riproposto quest’anno in occasione dell’ottocentesimo anniversario dalla morte del Santo di Assisi.

La direzione e la gestione amministrativa dell’Archivio Capitolare sono di pertinenza del Capitolo della Cattedrale di Pistoia, mentre la dott.ssa Anna Agostini è responsabile della catalogazione e inventariazione dei volumi e cura i rapporti con gli studiosi.

L’Archivio è aperto al pubblico il venerdì con orario 9-13 e 14-18. Da alcune settimane è online il suo nuovo sito in cui gli utenti possono trovare tutte le informazioni sul patrimonio librario – costituito, come già accennato, da libri a stampa, codici manoscritti, filigrane, pergamene, fondi documentari e la “biblioteca musicale” – sfogliare i testi relativi all’Archivio e ai materiali da esso posseduti e consultare liberamente e gratuitamente circa 260 documenti online composti da oltre 3000 immagini digitalizzate.

Quest’ultimo progetto di digitalizzazione, avviato nel 2009, ha lo scopo di valorizzare i principali documenti dell’Archivio Capitolare attraverso una consultazione online molto più facile e accessibile, preservando allo stesso tempo dall’usura i manoscritti originali presenti in sede.

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