martedì, Settembre 8, 2026

Di Fenza, “il futuro dell’antiriciclaggio scritto nella coscienza dei giovani”

PISTOIA – Non una lezione tecnica, ma un appello civile. Non solo numeri e reati, ma una chiamata alla responsabilità. Venerdì 20 febbraio, nell’aula magna dell’Istituto ITCS Pacini di Pistoia, si è svolta la lectio magistralis “Il contrasto al riciclaggio. Legalità economica e responsabilità civile”, tenuta da Emmanuele Di Fenza, tra i massimi esperti di antiriciclaggio e anti-financial crime. Ex dirigente di Intesa Sanpaolo e ideatore del software GIANOS, Di Fenza ha collaborato con autorità giudiziarie sviluppando sistemi di monitoraggio delle transazioni adottati dal sistema bancario italiano.

L’iniziativa è parte di un progetto di Educazione civica dedicato all’economia legale e criminale, rivolto alle classi del triennio dell’indirizzo tecnico e coordinato dalla prof.ssa Laura Priami, in collaborazione con le associazioni Vento e Vertigine, Quarto Savona Quindici e Intesa Sanpaolo.

Presenti numerose autorità: il Sottosegretario alla Presidenza della Regione Bernard Dika, il Prefetto di Pistoia Angelo Gallo Carrabba, il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Pistoia, Colonnello Fabio De Rosa, e il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Pistoia, Colonnello Gerardo Mastrodomenico. Dopo i saluti della Dirigente, dott.ssa Ermelinda Accardo, Fabio Nerozzi, per l’associazione Vento e Vertigine, ha introdotto il relatore.

Fin dalle prime battute Di Fenza ha ribaltato la prospettiva: parlare di antiriciclaggio significa parlare di giovani. Non una materia per specialisti, ma una chiave per comprendere il rapporto tra economia e giustizia, tra libertà d’iniziativa e responsabilità collettiva. Un tema che riguarda direttamente chi oggi siede tra i banchi di scuola.

Gli studenti hanno approfondito l’evoluzione della criminalità internazionale nel “ripulire” i proventi illeciti, le operazioni bancarie a rischio e il ruolo dell’intelligenza artificiale, strumento utilizzato sia dalla criminalità sia dalle forze dell’ordine. Il messaggio è stato netto: a pagare il prezzo più alto di un mercato contaminato dal denaro sporco sono le nuove generazioni. Il talento viene scoraggiato, l’imprenditoria giovanile soffocata, il merito oscurato. Il pericolo più insidioso è culturale: l’idea che la scorciatoia sia più efficace della competenza.

Un passaggio significativo ha riguardato la percezione della legalità tra i ragazzi. Le indagini mostrano una forte condanna morale della mafia e il riconoscimento del ruolo educativo della scuola, ma anche un diffuso pessimismo sulla capacità dello Stato di sconfiggere definitivamente la criminalità organizzata. Non mancano i valori, ma spesso vacilla la fiducia nelle istituzioni.

In chiusura, il professore ha reso omaggio ai magistrati caduti nella lotta alla criminalità, come Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Rocco Chinnici, ricordando anche Antonino Caponnetto, che visse a Pistoia prima di guidare il pool antimafia di Palermo.

L’epilogo è stato un invito alla responsabilità: “Ognuno di noi deve continuare a fare la sua parte, piccola o grande che sia”, recita la frase incisa sulla tomba di Falcone. Il futuro dell’antiriciclaggio non è scritto solo nelle norme, ma nella coscienza di chi sceglie, ogni giorno, di non essere indifferente.

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