PISTOIA – “E’ possibile essere solidali nel tempo moderno?”.
E’ questa la domanda alla quale Andrea Riccardi – storico, ex Ministro per la cooperazione internazionale e l’integrazione del governo Monti (2011/2013), nonché fondatore della Comunità di Sant’Egidio – cerca di dare una risposta durante il suo intervento nell’ambito dei “Dialoghi di Pistoia”, dal titolo “Il pane e la parola. Cos’è la solidarietà”.

L’incontro si è tenuto in un affollato Teatro Bolognini, dove il professor Andrea Riccardi è partito dall’analisi della parola solidarietà e del suo valore nella storia dell’uomo e delle religioni. Si dà molto risalto infatti, sia nel cristianesimo che nell’islamismo, al gesto dell’elemosina, come segno di carità.
Dice il fondatore della Comunità di Sant’Egidio, però, che “questo gesto se non è accompagnato dalla parola, è solo dare con disprezzo”. E’ la parola che accompagna il gesto a rendere l’elemosina solidarietà. Perché l’uso della parola vuol dire conoscersi, incontrarsi, comprendersi. Sedersi a tavola per mangiare insieme invita alla discussione e al dialogo, indispensabili per diventare solidali.
Ma c’è di più. Il cibo non va consumato con avidità, con voracità. Si deve sempre lasciare “l’ultimo pane”. Un pezzo di pane deve avanzare per il prossimo, il viandante, il bisognoso che potrebbe averne bisogno e bussare alla nostra porta. Perché il pane non è nostro. Il Pane è di tutti. “Il pane per me è privato – afferma Riccardi – il pane per tutti è spiritualità”.

In sostanza, il concetto di solidarietà pone dei limiti alla proprietà. Concetto presente anche nella Costituzione italiana, all’articolo 2, dove dice che “la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo […] e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”.
Il mondo moderno sta diventando un mondo di soli. Oggi una famiglia su tre è formata da un solo componente. Ci sono 3 milioni di persone in Italia che vivono in condizioni di bisogno alimentare e il volontariato sta subendo una contrazione.
“Come dice il Papa – prosegue l’ex ministro – stiamo assistendo alla globalizzazione dell’indifferenza”. “Chiudersi nei confronti dei migranti – conclude – è disumanità e stupidità. Perché l’accoglienza non è a senso unico, dona qualcosa anche a chi accoglie”.










