martedì, Settembre 8, 2026

Dialoghi, il reading musicale di Servillo omaggio a Tiziano Terzani

PISTOIA – Se tutto è scritto a cosa serve vivere?

Una frase estrapolata dal reading musicale di Peppe Servillo da “Un indovino mi disse” di Tiziano Terzani ci sembra dia il senso compiuto della narrazione che si dipana nel libro del grande scrittore e instancabile viaggiatore e giornalista fiorentino, che amava passare i pochi giorni di riposo da inviato nel suo buen retiro a Orsigna, sulla Montagna pistoiese.

Questa performance esce dallo schema dei Dialoghi ma è stata scelta per celebrare il ventennale della scomparsa di Terzani e rappresentata prima al Tetro Pacini di Pescia e replicata al Manzoni di Pistoia.

Servillo e Mangalavite nel reading musicale al Teatro Manzoni di Pistoia (foto Dialoghi di Pistoia)

La storia è ampiamente conosciuta ma, nella verosimiglianza della credenza divinatoria, è anche uno stratagemma per parlare del suo viaggio per terra e mare senza prendere un aereo per un anno intero e dunque raccontare personaggi, luoghi e vicende del suo peregrinare.

Ma una cosa è avere letto e conoscere il libro altra cosa ascoltare la lettura e il pathos che a quelle pagine sa imprimere Servillo a cui si aggiunge la maestria dell’accompagnamento sonoro dell’italo argentino Natalio Luis Mangalavite.

“Attento! Nel 1993 corri un gran rischio di morire. In quell’anno non volare mai” gli aveva detto un indovino nel 1976. Fu così che il giornalista, al tempo corrispondente del tedesco Der Spiegel, decise di calarsi nello spirito orientale e assecondare quanto vaticinato dall’indovino: e per un anno non volò.

Casualmente nel 1993 quella profezia sembra avverarsi quando nel marzo del 1993 in Cambogia un elicottero dell’Onu sul quale doveva viaggiare precipita: un avvenimento che porta Terzani a guardare il mondo con occhi diversi e forse per gioco o scaramanzia spostandosi in giro per l’Asia in treno, in nave, in macchina, a volte anche a piedi incontrerà altri indovini, santoni e fattucchiere ma anche il monaco buddista che lo indirizzerà verso la spiritualità a cui dedicherà gli anni successivi della sua vita.

Muovendosi più lentamente, il giornalista e scrittore potrà osservare paesi e persone da una prospettiva spesso ignorata, ritrovando il gusto del viaggio guidando il lettore alla scoperta di un continente che si muove, allora e in parte anche ora, tra passato e futuro.

“Un indovino mi disse” è diventato, così, un reading-spettacolo musicale prodotto da Intesa Sanpaolo e The Italian Literary Agency che con la sapiente e gigionesca lettura servilliana, arricchita dai siparietti musicali del maestro Natalio Luis Mangalavite, è diventato un vero spettacolo di godibile intrattenimento da sottolineare, sul finire della performance canora di Mangalavite che ha dato vita ad un canto dal sapore esotico e fortemente evocativo che ha chiamato “Mare di stelle”.

Dopo i numerosi e convinti applausi, a mo’ di bis, Servillo ha deliziato ancora il pubblico con “La canzone dei fiori”.
   

Related Articles

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

ULTIMI ARTICOLI