di Marzio Dolfi
TRIESTE – Fra lo stuolo di diffamatori di don Biancalani sparsi per l’Italia di sicuro era uno dei più accaniti.

Ora però per Fabio Tuiach – triestino, ex amministratore per la Lega, ex capopopolo nelle proteste dei portuali non vax e no-green pass – è arrivato il conto da pagare. Il giudice del Tribunale di Trieste lo ha condannato a 5 mesi di reclusione e a 5000 euro di provvisionale come risarcimento danni alle parti civili: 3000 direttamente a don Biancalani e 2000 alla Curia di Pistoia, che si era proclamata parte civile nel processo.
Il giudice ha anche deciso di non concedere al condannato “il beneficio della sospensione della pena”.
Tuiach aveva – fra l’altro – definito don Biancalani “sodomita adoratore di Allah”, aggiungendo nel suo post che “la Chiesa fa schifo” e che “è incredibile che si possano tollerare preti come don Biancalani”.
Un diluvio di offese arrivate peraltro da parte di un personaggio che era abituato ad arringare le folle con il rosario in mano. Un atteggiamento che aveva convinto la Diocesi di Pistoia a proclamarsi parte civile, fin dalla prima udienza del 3 novembre dello scorso anno.
Le offese a don Massimo erano arrivate a seguito di un post di Matteo Salvini. Su Fb Tuiach aveva scatenato la sua raffica di aggressioni verbali.
Storie simili attorno a don Biancalani ne sono spuntate a centinaia. E parecchie sono finiti nei rapporti di denuncia in Pretura. “Almeno una decina di querele di questo tenore, sparse per l’Italia – ci dice l’avvocato Stefano Lorenzetti del foro pratese che ne segue una parte – sono state ritirate dopo che i responsabili hanno accettato di pagare una penale”.

“Questa condanna – aggiunge Lorenzetti – è significativa perchè siamo di fronte a messaggi di odio e non certo di frasi che si possono considerare elementi di libertà di espressione”.
Davanti al giudice di Trieste non si è presentato l’imputato, che ha giocato la carta del cambiamento di avvocati difensori alla vigilia della seduta, puntando ad un ulteriore rinvio. Invece il giudice è andato avanti, ha sentito don Biancalani ed ha emesso la sentenza. “Si tratta di sicuro – ci dice don Massimo per telefono – di un importante segnale”.
E aggiunge anche che sia lui sia il Vescovo, vista la difficile situazione familiare di Fabio Tuiach, sono disposti a “venirgli incontro” per quella che è la parte finanziaria della condanna, in attesa del risarcimento che dovrà stabilire il giudice civile. Resta però (aggravata da altri procedimenti che pesano a suo carico) la parte penale della sentenza, appesantita dalla non concessione del beneficio della sospensione della pena.
C’è da augurarsi perlomeno che dal pronunciamento del Tribunale di Trieste arrivi un insegnamento per chi usa la rete per offese e minacce, magari nascondendosi con l’anonimato o dietro falsi profili, che diventano però spesso “trasparenti” di fronte alle indagini della Polizia postale. Giudizi che possono costare molto cari.
Altri procedimenti del genere sono seguiti per il parroco di Vicofaro dallo studio Baldi-Malucchi di Pistoia.







