mercoledì, Settembre 9, 2026

Don Biancalani: c’è un attacco al cuore di Vicofaro

di Marzio Dolfi

PISTOIA – Non nasconde di essere rattristato, amareggiato, fortemente deluso don Biancalani, che ha convocato gli organi di informazione per fare il punto su due vicende che hanno ancora Vicofaro al centro.

Don Biancalani nell’incontro di stasera

La prima è la notizia che il giovane 25enne che ha violentato una ragazza in un cantiere in centro a Firenze sarebbe un “ospite di Vicofaro”.

“E’ vero proprio il contrario”, dice don Massimo. Il ragazzo è stato ospite fino a qualche mese fa. Poi è stato diversi mesi in carcere. “A questo punto è divenuto uno che gravitava allo sbando attorno alle Cascine. Fra tossicodipendenza e spaccio”.

Non si può certo dire – che è la scorciatoia più facile per identificare qualche persona scomoda – che “era un ospite di Vicofaro. “Lo era stato – aggiunge il parroco – ma fin che è stato con noi aveva un controllo. Del resto quando lo abbiamo accolto a Pistoia aveva problemi di tossicodipendenze e una delicata situazione psichiatrica. Lo abbiamo detto allora, lo abbiamo segnalato più volte. Piove sul bagnato perchè le autorità sanno bene che ci sono problemi ma tutto viene lasciato andare. E’ il deficit di un sistema di assistenza”.

Tante volte don Massimo ha detto che il problema vero è quando queste storie vengono lasciate a se stesse e diventano mine vaganti. E la politica che si diffonde è proprio quella del “lasciare andare”. Così non si può, non si deve, dire che il giovane che ha violentato era ospite di Vicofaro: l’episodio è esploso proprio quando i contatti con il Centro di accoglienza pistoiese si erano persi.

Lamin Jadama

La storia spezzata di Lamin

C’è poi il secondo elemento che moltiplica l’amarezza di don Biancalani. E’ la storia di Lamin: da mesi chiuso del Cpr di Potenza e pronto ormai a essere rimpatriato. Il 1° febbraio è previsto un volo Italia-Germania con migranti gambiani appunto verso il Gambia.

Lamin, arrivato in Italia ancora bambino, ha oggi 23 anni, parla perfettamente italiano, ha lavorato, ha un permesso di soggiorno pronto per essere rinnovato.

“Ci viene sottratto forse – sottolinea don Biancalani – il nostro principale operatore interno”.

Fermato a metà ottobre durante un controllo amministrativo insieme ad altre tre persone e inviato al Cpr, struttura che il parroco giudica un centro detentivo senza garanzie, molto peggiore del carcere. Sono 10 in Italia e il Governo ne vorrebbe altri 10. Da dentro non escono immagini. Con Lamin don Massimo parla molto spesso, ma il cellulare ha la telecamera messa fuori uso.

“Da quando è entrato non sono riuscito mai a vederlo, ci ho solo potuto parlare di continuo. Abbiamo messo di mezzo i maggiori esperti, ma non siamo riusciti a risolvere la situazione e a tirarlo fuori di lì. Abbiamo provato di tutto, ma la Prefettura e la Questura hanno accompagnato la vicenda solo con memorie negative su Lamin”.

Don Biancalani ricorda che nel momento in cui fu fermato il ragazzo era quello dei quattro controllati che aveva meno problemi con la legge. La sua colpa? Forse proprio quella di avere la residenza a Vicofaro.

Lo dice con amarezza don Massimo e cita una frase del rapporto di Prefettura e Questura: “ siccome abita a Vicofaro, non è possibile una valutazione positiva del ragazzo”.

“Se questa è l’opinione della Prefettura su Vicofaro – ci dice quasi rassegnato don Biancalani – allora la partita è davvero persa. Siamo rammaricati, amareggiati. Dove è andato il lavoro di anni con cui abbiamo rimesso in carreggiata tante persone Ho intenzione su questo di scrivere al Presidente della Repubblica”.

“Sembra che l’obbiettivo di questo provvedimento sia proprio Vicofaco, fatto apposta per farmi attorno terra bruciata. Si vuole insomma fermare Vicofaro”. Sono durissime le parole di don Massimo, che non ha perso però la voglia di combattere.

Ci dice di quello che ora aspetta a Lamin in Gambia. Un destino veramente difficile e pieno di incognite. Prima di lasciarci prova a chiamare il cellulare del ragazzo. Che squilla a lungo, ma nessuno risponde.

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