PISTOIA – “Ancora una volta ci troviamo a commentare una tragedia che non avrebbe mai dovuto verificarsi. Un lavoratore di 44 anni ha perso la vita nelle cave di Carrara a causa di un incidente sul lavoro. Una notizia che ci colpisce profondamente e che lascia sgomenti, ma che purtroppo si aggiunge a una lista ormai troppo lunga di morti e gravi infortuni nei luoghi di lavoro.

Come Presidente regionale ANMIL Toscana, e a nome di tutta l’Associazione, esprimo il più profondo cordoglio alla famiglia della vittima, ai colleghi e a quanti oggi stanno vivendo un dolore che nessuna parola potrà alleviare.
Ma il cordoglio, da solo, non basta più”.
Lo scrive Alessandro Grazzini, Presidente regionale di ANMIL.
Da anni ANMIL è impegnata nella diffusione della cultura della sicurezza, con incontri nelle scuole, corsi di formazione, campagne di sensibilizzazione e momenti di confronto con istituzioni, imprese e lavoratori.

“Lo facciamo con convinzione, mettendo a disposizione l’esperienza di chi conosce sulla propria pelle le conseguenze di un infortunio sul lavoro.
Eppure continuiamo a registrare tragedie – scrive ancora Grazzini – che dimostrano quanto ci sia ancora da fare. È inaccettabile che, nel 2026, si continui a morire mentre si lavora. Ogni incidente mortale rappresenta una sconfitta per l’intero sistema: significa che qualcosa, nella prevenzione, nei controlli, nella formazione o nell’organizzazione del lavoro, non ha funzionato.
Noi di ANMIL, purtroppo, interveniamo quando il danno è ormai irreparabile. Siamo accanto agli infortunati e ai familiari delle vittime, offrendo assistenza morale, sociale, legale e burocratica, accompagnandoli in un percorso difficile e doloroso. Ma il nostro desiderio sarebbe quello di non dover più assistere nessuno perché nessun lavoratore dovrebbe perdere la vita per svolgere il proprio mestiere.
Siamo stanchi di dover denunciare, ogni volta, gli stessi drammi. Siamo stanchi di assistere al ripetersi di tragedie che spesso sembrano destinate a essere dimenticate dopo pochi giorni. La sicurezza sul lavoro deve diventare una priorità concreta e quotidiana, non un tema di cui si parla soltanto dopo un incidente mortale”.
E di fronte all’ennesima tragedia ANMIL rivolge un appello alle istituzioni, alle imprese, alle parti sociali e a tutti gli attori coinvolti affinché si rafforzino ulteriormente le azioni di prevenzione, i controlli e gli investimenti nella sicurezza. La tutela della vita umana deve essere il valore più importante in ogni ambiente di lavoro.
“Ogni lavoratore – conclude Grazzini – ha il diritto di uscire di casa per andare al lavoro e di farvi ritorno sano e salvo. Non possiamo più accettare che questo diritto venga negato.
Per rispetto della vittima di Carrara e di tutte le persone che hanno perso la vita sul lavoro, il nostro impegno continuerà con ancora maggiore determinazione. Ma chiediamo che alle parole seguano finalmente i fatti. Perché nessun’altra famiglia debba piangere una morte che si poteva e si doveva evitare”.





