mercoledì, Settembre 9, 2026

“Dove si balla…”? A Prato con Dargen D’Amico

PRATO – “Dove si balla, fottitene e balla, tra i rottami balla, per restare a galla negli incubi mediterranei…”.

Non può che iniziare dal refrain del brano sanremese, subito diventato un autentico tormentone e uno dei pezzi più “passati” in radio, il racconto del concerto di Dargen D’Amico all’Anfiteatro Santa Lucia di Prato per la seconda serata dell’Anfiteatro Music Fest. Un inno alla gioia spensierata, alla leggerezza, al mettere per un momento da parte i problemi quotidiani, alla voglia di tornare a vivere e a socializzare – in una parola, a ballare insieme – dopo i difficili mesi della pandemia.

Un pezzo di grande successo presso il pubblico, cantato a squarciagola durante il concerto, che nel suo passaggio a Sanremo ha permesso a molti di conoscere la musica di Dargen D’Amico, in tour a Prato per lanciare il suo decimo album in studio, “Nei sogni nessuno è monogamo”, pubblicato lo scorso 4 marzo.

Dargen D’Amico in concerto a Prato (foto di Andrea Capecchi)

Il rapper, dj e produttore discografico milanese, nome d’arte di Jacopo Matteo Luca D’Amico, è in realtà una figura attiva da più di vent’anni sulla scena musicale italiana, fondatore di un’etichetta indipendente e cantautore atipico e sperimentale, capace di mescolare pop, rap, hip hop, musica d’autore e contaminazioni dance nella sua variegata produzione musicale.

E il concerto pratese, all’interno del tour estivo, è l’occasione per ripercorrere la discografia di Dargen, caratterizzata da un rap melodico e cantautorale che lascia molto spazio a temi intimi e personali, attraverso i quali l’artista non ha paura di “mettersi a nudo” e di rivelare al pubblico emozioni e sentimenti.

Fin dai primi brani Dargen è avvolto da un calore e da un entusiasmo che forse nemmeno lui si aspettava: “siete il pubblico migliore che ho incontrato negli ultimi tre mesi” scherza dal palco tra il serio e il faceto, coinvolgendo anche i membri della sua band per scaldare l’atmosfera di un concerto che, partito “tranquillo” e “composto”, a ogni pezzo vede crescere l’entusiasmo del pubblico.

Lo spazio raccolto dell’Anfiteatro fa il resto: a metà concerto tutti sono ormai in piedi e per Dargen – che indossa gli immancabili occhiali scuri, segno distintivo e irrinunciabile del suo outfit – è il momento di alcune “incursioni” tra i fan, a ristabilire un contatto fisico con il pubblico che è fortemente mancato durante questi ultimi due anni di pandemia.

Il concerto è un viaggio negli ultimi dieci anni di attività musicale dell’artista, che si segnala anche per le numerose collaborazioni con altri autori della scena rap italiana e milanese in particolare: da “Ubriaco di te” a “Modigliani”, da “Amo Milano” a “Bocciofili”, passando per “La bambola”, reinterpretazione del celebre brano di Patty Pravo, e “Prima di andare via”, cover del singolo di Neffa, considerato un modello e un precursore dell’hip hop italiano.

E poi c’è “Dove si balla”, eseguita una prima volta verso metà concerto, e una seconda volta in chiusura, per il gran finale: il pubblico è in delirio, è quasi impossibile resistere alla voglia di scatenarsi e di ballare sulle note e sul testo di un brano subito “entrato in testa”. Il palco diventa una pista da ballo e l’Anfiteatro Santa Lucia si trasforma, anche se per pochi minuti, in una discoteca all’aperto: stasera si balla qui, a Prato, con protagonista Dargen D’Amico.

Related Articles

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

ULTIMI ARTICOLI