di Giacomo Martini
VIDICIATICO – “Questa mattina alle 7 don Giacomo Stagni ci ha lasciato. Le celebrazioni per il funerale avverranno venerdì 12.07.2024 alle ore 15.00 presso la chiesa di Vidiciatico (Lizzano in Belvedere) ed una seconda presso la chiesa di Pieve di Budrio (Bologna), sabato 13 luglio alle ore 10 prima della successiva tumulazione nel cimitero adiacente alla stessa chiesa di Pieve di Budrio “, con queste parole la famiglia ha comunicato la morte di don Giacomo Stagni, uno dei personaggi più amati dell’intero Appennino Tosco-Emiliano.
Il sacerdote aveva 85 anni. Era nato a Budrio il 27 maggio del 1939. Dopo una esperienza di pastore a Bologna sotto l’egida di mons. Giacomo Lercaro, il primo aprile del 1982 viene nominato parroco Arcipretale a San Pietro di Vidiciatico e successivamente alla Beata Vergine di Rocca Corneta. Nel 1982 ha dato vita alla Fondazione S. Clelia Barbieri per l’ospitalità degli anziani della montagna che non potevano più essere accuditi in famiglia.
La Fondazione si è sviluppata nel corso degli anni ed aveva inglobato altre strutture esistenti analoghe presenti nelle parrocchie di Porretta Terme (Villa Teresa) e Camugnano (Pensionato San Rocco). Dal 2019 era diventato presidente onorario della stessa Fondazione. In questo suo lavoro aveva evidenziato tutte le sue umane e gestionali, diventando un punto di riferimento fondamentale per il dramma che gli anziani vivevano in montagna dove l’intervento pubblico si andava gravemente riducendo per i tagli continui alla sanità pubblica regionale.
La sua figura di pastore e di assistente sociale era diventata irrinunciabile per una politica verso gli anziani e non solo in grado di garantire l’assistenza ed il supporto di base necessario. Ha gestito e garantito questo servizio di “carità cristiana” contro tutti con forza e coraggio, sfidando spesso amministratori locali e regionali.
Negli ultimi anni era stato colpito da una grave malattia, ma neppure questo impedimento gli ha impedito ci continuare il suo lavoro. Nonostante fosse stato relegato a funzioni marginali, tra i cittadini della montagna era ricorrente la voce di un suo allontanamento dovuto a ragioni di salute. Ogni tanto lo chiamavo al telefono, ero molto legato alla sua figura ed al suo lavoro, volevo intervistarlo oltre che per la sua salute anche in riferimento alle voci che lo volevano allontanato dalla gestione quotidiana della Fondazione, rifiutò qualsiasi commento e mi saluto con il suo solito ottimismo e fiducia nel futuro, nonostante fosse consapevole di essere arrivato alla fine della sua vita.










