mercoledì, Settembre 9, 2026

È morto Umberto Bossi, il fondatore della Lega aveva 84 anni

VARESE (Ansa) – La politica italiana perde uno dei grandi protagonisti degli ultimi decenni.

È morto a Varese Umberto Bossi, aveva 84 anni.

“Coraggio, genio, passione, fatica, amore, rivoluzione, radici, libertà. Avevo 17 anni quando ti ho incontrato e mi hai cambiato la vita. Oggi ne ho 53 e ti saluto, nel giorno della Festa del Papà, con una lacrima ma con la stessa gratitudine, lo stesso orgoglio e la determinazione a non mollare mai, come ci hai insegnato. Il tuo immenso popolo ti rende omaggio e continuerà a camminare sulla strada che hai tracciato: quella della Libertà. Ciao, Capo. A Dio”. Così su X il leader della Lega Matteo Salvini, che ha cancellato tutti gli appuntamenti previsti per domani e che tornerà a Milano con il primo volo.

Fondatore della Lega Lombarda, divenuta poi Lega Nord, per tutti il Senatùr da quando approdò a Palazzo Madama nel 1987.

Da quel momento ha lanciato la lotta per la difesa della Padania contro “Roma ladrona”, il suo “celodurismo” è diventata una voce nei vocabolari, definizione di un atteggiamento di brutale radicalità e intransigenza, a tratti anche volgare, portato anche al governo. All’Europarlamento, e alla Camera, dove ormai presentava di rado dopo il grave malore del 2004. Un “Attila della politica”, lo definì Gianfranco Fini, il cui nome è associato a quello di Bossi nella nota quanto controversa legge sull’immigrazione clandestina. Ancor di più la sua storia è intrecciata a quella di Berlusconi, rivale e alleato, poi finalmente grande amico, che Bossi ha pianto quando morì.  

  Con il Cavaliere a Palazzo Chigi, il Senatùr diventa due volte ministro, per le Riforme istituzionali e la devoluzione nel 2001-2004, poi per le Riforme per il federalismo nel 2008-2011. Quando si impone sulla scena nazionale, è però la secessione l’obiettivo primario del leader di Cassano Magnago che dopo una giovinezza da “ragazzo della via Gluck”, accantonato il piano di laurearsi in Medicina, si mette in prima linea a diffondere le idee autonomiste e federaliste di Bruno Salvadori, leader dell’Unione Valdôtaine. La svolta è nel giro di un decennio. Bossi fonda e si mette a capo della Lega Lombarda: nel 1989 al primo congresso, davanti a 400 persone, scaglia bordate contro immigrati di colore, omosessuali e terroni. Anni dopo darà del “terùn” anche a Giorgio Napolitano: un anno e 15 giorni di reclusione per vilipendio al presidente della Repubblica, condonato dalla grazia di Sergio Mattarella nel 2019.

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