mercoledì, Settembre 9, 2026

“Edonè” di Ana Zelia Picci: dove la Toscana incontra il Brasile

PISTOIA – Un ristorante e cocktail bar frutto di un’idea originale e di una nuova sfida, in cui i sapori e i prodotti della tradizione toscana sono “rivisitati” in chiave creativa con un tocco di Brasile.

Da pochi mesi, e precisamente da dicembre 2021, in piazza del Carmine 6 a Pistoia ha aperto i battenti “Edonè”, nuova esperienza di ristorazione e convivialità negli spazi dell’ex Carbonile, che grazie alla rinnovata gestione di Ana Zelia Picci e del suo staff intende proporsi come un locale ideale per aperitivi, cene, eventi, musica e incontro con nuovi sapori.

L’ingresso del ristorante e cocktail bar “Edonè” in Piazza del Carmine a Pistoia (fotografie di Andrea Capecchi)

Ana Zelia, originaria di Rio de Janeiro, vive a Pistoia ormai da quindici anni: è stata lei, nel corso di una festa di capodanno di alcuni anni fa, a “innamorarsi” di questo locale, e, non appena si è presentata l’occasione di rilevarlo, non ha esitato a diventarne la titolare per poter realizzare la sua idea di cucina.

“Edonè” è di base un ristorante toscano, che propone piatti della nostra tradizione culinaria – molto stimata e apprezzata da Ana – ma “rivisitati” in maniera creativa, senza rinunciare alla sperimentazione, aggiungendo un ingrediente o un particolare “esotico” che richiama i sapori del Brasile, la terra natale di Ana. Non è una semplice operazione di “saudade” ma un incontro fra tradizioni differenti e molto diverse tra loro, in una sintesi che non vuole “snaturare” il piatto ma aggiungere qualcosa di originale e insolito.

E poi c’è la location, che nei progetti di Ana vuole essere un centro di convivialità, diventando luogo ideale dove poter trascorrere una serata in serenità e amicizia. Gli ostacoli non mancano, in particolare nel far dimenticare le precedenti gestioni, non troppo fortunate, del locale, e nel cercare di “far vivere” una piazza molto vicina al centro storico, ma vista dalla maggior parte dei pistoiesi come “periferica” e già “fuori dal giro” dei locali. Ma Ana dimostra grande determinazione nel portare avanti le sue idee.

Ana Zelia Picci seduta sulla veranda del suo ristorante

Qual era il tuo progetto quando hai rilevato questo spazio e dato vita a “Edonè”?

Come dice il nome, l’idea è quella di creare un locale che unisca i “piaceri” dello stare insieme e della buona tavola. Mi piace questa concezione un po’ edonista del cenare o fare un aperitivo in un ambiente capace di trasmettere alle persone convivialità ed energia positiva.

Ho scelto questo spazio perchè lo trovo molto accogliente, sia d’inverno con la parte al chiuso, sia soprattutto nella bella stagione con la veranda che si affaccia su un giardino di aranci.

E ho subito avuto chiaro l’intento di “far incontrare” la cucina toscana e del nostro territorio, che io adoro, con una “ventata” di sapori esotici che richiamano la tradizione culinaria del Brasile. Non ho mai pensato a mettere su un ristorante etnico, l’avrei trovato fuori luogo.

Come è nata la tua passione per la cucina e come sei entrata nel mondo della ristorazione?

La passione per la cucina nasce da bambina, quando vivevo in Brasile con la mia famiglia che era in parte occupata nel settore della ristorazione. Ricordo che a dieci anni cucinai da sola la mia prima torta, con cioccolato, pere e noci. Con la cucina è stato subito amore, così come è stato l’amore a farmi attraversare l’oceano.

Arrivata in Italia fresca di nozze, a ventitrè anni, mi sono specializzata nella cucina italiana sotto la guida dello chef Daniele Zingoni e ho frequentato i suoi corsi a Pescia. Ho poi lavorato per anni nei catering, ma il mio sogno nel cassetto è sempre stato quello di aprire un mio ristorante.


Tortelloni di ricotta fresca al limone con crema di piselli e guanciale croccante

Come si conciliano in un piatto le tradizioni culinarie di Toscana e Brasile?

Non dev’essere un incontro forzato, ma basato sull’armonia dei sapori: sono convinta che mettere insieme due o più sapori che si conciliano e si sposano bene sia un modo per dare vita a piatti rispettosi della tradizione ma allo stesso tempo creativi e originali.

Se poi l’abbinamento funziona o meno, sarà il cliente a deciderlo secondo il proprio gusto: la mia scelta dei sapori si basa sull’idea di inserire, nei nostri piatti più “particolari”, un elemento “esotico” che possa lasciare a chi li assaggia una piacevole sensazione di freschezza e di contrasto fra consistenze diverse.

Inoltre ogni piatto è il risultato di una lunga serie di “prove” che effettuiamo in cucina io e Silvia Razzoli, la nostra cuoca: è la mia “seconda testa” che con pazienza dà materialmente vita alle mie idee e offre preziosi consigli su cosa aggiungere o togliere a ciascun piatto. Io e Silvia insieme siamo una vera squadra.

Senza timore di sperimentare…

La nostra è una cucina creativa, tutti i piatti presenti nel nostro menù sono ricette “rivisitate” oppure nuove creazioni originali, da questo punto di vista ci piace sperimentare e scoprire sempre nuovi “abbinamenti” tra sapori differenti. Inoltre è una cucina stagionale, il menù varia a seconda delle stagioni e della disponibilità delle materie prime, perchè una cucina di qualità deve utilizzare prodotti freschi e di stagione e sapersi adattare, anche a livello di sapori, all’alternanza stagionale tra estate e inverno.

Un “tocco” di Brasile è presente, e si sente, nei tuoi aperitivi…

“Edonè” nasce non solo come ristorante, ma anche come locale per aperitivi e cocktail bar, e offre la possibilità di una bevuta prima o dopo cena. In particolare, visto il grande successo che ha in Italia il “rito” dell’aperitivo, ho creato il mio “aperibrasile” a base di feijoada con verdure, riso e farofa, un piatto tipicamente “carioca” preparato secondo la ricetta tradizionale di Rio de Janeiro: un modo diverso di consumare il consueto aperitivo.

Quando una nuova gestione rileva un locale con una storia alle spalle, ci sono sempre delle difficoltà iniziali. Ciò per te rappresenta una “sfida”?

Certamente per molti pistoiesi questo spazio è ancora legato alla memoria dell’ex Carbonile, perciò per noi è importante, in questa fase iniziale, far sapere che questo locale è tornato a vivere in una veste rinnovata, in una piazza che purtroppo è spesso considerata “di passaggio” verso il centro e poco vissuta la sera.

Inoltre l’essere donna e straniera ancora oggi è un po’ penalizzante nel fare ristorazione, però io la vivo come una sfida che ho nel sangue e sono convinta di poter superare ostacoli e pregiudizi. Voglio che nel mio locale le persone stiano bene e possano trascorrere qualche ora in serenità e tranquillità, in maniera informale e conviviale”.

Tris di cannoli di pasta fillo con tartare di salmone al lime e burrata e spirali di avocado di accompagnamento

Durante la nostra visita a “Edonè” abbiamo avuto la possibilità di assaggiare una selezione delle creazioni più originali della cucina di Ana Zelia, a partire da un drink di benvenuto a base di Pina Colada, un cocktail della tradizione caraibica: dolce e fresco, servito con granella di cocco sul bordo del bicchiere e decorazione con fetta di ananas e fragola, si rivela ottimo anche come aperitivo pre-cena.

Il cocktail bar di “Edonè” presenta infatti una ricca carta di cocktails, tutti preparati direttamente da Ana Zelia: oltre ai “grandi classici”, consigliamo di provare gli “esotici”, primo fra tutti la Caipirinha, autentico “cocktail nazionale” in Brasile, a base di cachaca, zucchero di canna e lime.

Per antipasto, una “rivisitazione” di un crostone di pane toscano cotto a legna con paté di fegatini, servito con cipolle caramellate, capperi e mandorle tostate. Per chi preferisce il pesce, tris di cannoli di pasta fillo con tartare di salmone al lime e burrata e spirali di avocado di accompagnamento. Da segnalare quest’ultimo piatto, una creazione assolutamente originale che armonizza sapori estivi e freschi, valorizzando con una punta di acidità del lime l’ottimo abbinamento fra avocado e salmone.

Tra i primi la cucina di “Edonè” propone i tortelloni di ricotta fresca al limone con crema di piselli e guanciale croccante; molto abbondante il riso con asparago in tre consistenze – fritto, crudo e bollito – con un piacevole aroma di barbabietola.

Crostone di pane toscano cotto a legna con paté di fegatini, servito con cipolle caramellate, capperi e mandorle tostate

Dall’autentica tradizione brasiliana arriva la picanha alla griglia, un particolare taglio di carne – il “codone” di manzo di scottona – servito con chips di manioca fritta e salsa chimichurri (salsa verde a base di agrumi, aglio, prezzemolo e peperoncino).

Per dessert una mousse di maracuja, altro dolce tipico del Brasile: una delicata crema alla polpa del frutto tropicale che lascia una dolce sensazione di freschezza, ideale come fine pasto.

Il tutto accompagnato dal sorriso di Ana Zelia e dalla cortesia di Silvia, per un locale da scoprire dove l’unica regola da seguire, come ama ripetere la sua proprietaria, è “essere noi stessi”.

Related Articles

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

ULTIMI ARTICOLI