mercoledì, Settembre 9, 2026

Elezioni regionali, grandi manovre (e qualche rischio) nel Partito democratico

di Marcello Paris

PISTOIA – Dunque, il decreto è stato emesso e la data delle elezioni regionali fissata: 12 e 13 ottobre l’apertura delle urne.

Gli esponenti del Pd in corsa per le candidature

La coalizione di centrosinistra guidata dal Pd ha scelto nell’uscente Eugenio Giani il candidato a presidente, il centro destra non ha ancora ufficializzato quella del sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi, proposto da Fdi e che al momento sembra avere l’adesione della lega, almeno ad ascoltare le recenti parole del suo segretario Matteo Salvini; manca l’endorsement di Forza Italia.

I partiti sono alle perse con la composizione delle liste da presentare all’Ufficio centrale della Corte d’appello entro le 12 del 13 settembre.

In attesa della decisone ufficiale sul candidato della coalizione di centro destra, soffermiamoci su quanto si muove nel Campo largo e soprattutto in casa Pd dopo la decisone dei 5 stelle di aderire alla coalizione di sinistra, accettata dal Pd. Si indica il campo largo, o meglio larghissimo, come laboratorio politico per future esperienze a livello nazionale ma che in Toscana sottrae alla coalizione uscente, cioè senza i 5 stelle, almeno 2 consiglieri. Insomma il Campo largo ristringe i posti da spartire.

Prima di parlare di seggi e i possibili nomi, almeno i più gettonati, diamo un’occhiata alla legge della Toscana adottata nel 2014 in virtù dell’autonomia regionale.

Quella riforma portò i seggi da 55 a 40 con l’elezione diretta del Presidente e il premio di maggioranza.

Il premio per l’elezione al primo turno scatta se la colazione raggiunge la soglia minima del 40% dei voti altrimenti si va al ballottaggio. Poi, chi vince con più del 45% alla coalizione va il 60% dei voti, se ottiene tra il 40 e 45 prende il 57,5. Per il diritto delle minoranze c’è la riserva del 35% dei seggi.

Nella ripartizione dei seggi (salvo i migliori resti che possono far variare di un seggio )11 vanno alle 4 circoscrizioni (Firenze 1, Firenze 2, Firenze 3, Firenze 4) che comprendono Firenze e provincia con Firenze con la città del giglio che fa la parte del leone; 4 seggi ciascuno alla circoscrizione di Livorno, Lucca, e Arezzo, 3 a Prato, Pistoia e Siena, 2 a Grosseto e Massa Carrara con il rischio che qualche provincia rimanga senza un rappresentante.

Per essere ammessi al riparto dei seggi la colazione deve raggiungere il 10% dei voti; la singola lista non “apparentata” deve ottenere il 5%; la lista in coalizione deve ottenere almeno il 3%.

Nella composizione delle liste, la legge consente il così detto Listino bloccato con tre nomi “blindati”, nomi che non appaiono sulla scheda elettorale ma sui manifesti. (Nella passata legislatura pratica adottata solo dalle Lega).

Andiamo a dare un ‘occhiata in casa Pd. Molti si chiedono quale vantaggio abbia avuto il maggior partito della Toscana a imbarcare il 5 Stelle che sottraggono 2 voti sicuramente allo stesso Pd dove si sgomita per ottenere un posto in lista. Inoltre, in base ai sondaggi, il Pd avrebbe vinto anche senza gli stellati, ma come si è detto la Real Politik ha la meglio sulla logica e, come si è detto, la Real Politik qui si chiama Campo largo in vista di battaglie future. Dalle simulazioni il Pd dovrebbe avere 18-19 seggi perciò sotto scacco da parte dei componenti la coalizione.

Inoltre, a ingarbugliare la matassa in loco è arrivato il portavoce di Giani per le politiche giovanili, Bernard Dika, il giovane che vive a Larciano e in pectore è candidato a Pistoia. Dika è un’eredità di Matteo Renzi per avere fatto parte dei 20 giovani Millennials della sua squadra al tempo della presidenza del Governo. Con lui si parla della candidatura di Riccardo Trallori che si è formato nei giovani del Pd, poi esperienze di consigliere comunale e segretario provinciale dello stesso Pd. All’orizzonte rimane l’uscente Marco Niccolai con alle spalle già due mandati e salvo deroghe sarebbe fuori. Fra gli uscenti c’è anche Federica Fratoni per due volte in Regione ma la prima come assessora dunque da valutare se da conteggiare o meno. Fra le new entry si fa il nome di Simona Querci, due volte assessore al comune di Serravvalle pistoiese e, si dice, schleiniana della prima ora.

Insomma anche a Pistoia le grandi manovre sono in pieno svolgimento mentre in casa centro destra, in attesa della formalizzazione di Tomasi, l’unica candidatura nell’area pistoiese espressa pubblicamente è quella dell’assessore comunale Alessandro Sabella capolista per Forza Italia.

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