di Alberto Vivarelli
PISTOIA – Il Pd regionale ha dato il via libera al listino bloccato. La decisione è del segretario regionale Emiliano Fossi che ha pure deciso in solitudine tutte le candidature.

E’ la prima volta nella storia elettorale del Partito democratico che si utilizza questa opportunità introdotta a suo tempo da Matteo Renzi. Nel listino hanno trovato posto Iacopo Melio (consigliere uscente in quota Schlein) che nelle precedenti consultazioni ottenne il massimo della preferenze, Gianni Lorenzetti (sindaco di Montignoso, area Schlein) e Simona Querci di Pistoia anch’ella in quota Schelein. I tre saranno sicuramente eletti in Consiglio regionale.
La direzione regionale. su proposta di Fossi, ha concesso le deroghe per un terzo mandato agli assessori regionali uscenti (Simone Bezzini, Alessandra Nardini, Leonardo Marras) e al presidente uscente del Consiglio toscano Antonio Mazzeo. Ci sarà anche l’assessora Serena Spinelli che nel 2020 venne eletta in una lista diversa dal Pd.
I bonacciniani, in cambio della deroga a Marras, hanno accettato tutto il resto senza opporre resistenza a un listino tutto schleiniano.

Le decisioni di Fossi hanno suscitato polemiche un po’ ovunque: Pontedera, Livorno, Pistoia, Prato, Lucca dove a sorpresa è saltata la candidatura di Luca Menesini. Chi contesta le scelte solitarie del segretario regionale parla di “territori violati”, di “tradimento” delle indicazioni locali. A Prato il malessere è evidente, aver messo l’ex sindaco Matteo Biffoni al secondo posto della lista, viene considerata una umiliazione. Si tratta di capire quanto abbiano influito, nella scelta, le recenti vicende giudiziarie del Comune.
Insomma, non c’è un bel clima.
Anche a Pistoia parte del Pd è in subbuglio. Testimoni raccontano di una Federica Fratoni infuriata per la scelta del listino bloccato che proietta Simona Querci in Regione, una sorpresa assoluta. Ma in politica, si sa, a volte chi pensa di “usare”, alla fine viene “usato”. Il cavallo di Troia è un sistema ancora molto utilizzato. Adesso cambieranno gli equilibri interni? Vedremo.
Per quanto riguarda i candidati, Bernard Dika guiderà la lista nonostante l’esito della consultazione del Pd locale; una decisione che quasi tutti davano per scontata. Riccardo Trallori, arrivato primo nelle consultazioni provinciali interne, è stato collocato addirittura al terzo posto, dopo Cardelli.
Una sfida al Pd locale. Almeno così viene interpretata la decisione del segretario regionale.
Lo si capisce anche dalle reazioni.
Le donne Dem sono arrabbiate per la scelta del listino, nella loro chat non mancano le accuse alla coordinatrice, Antonella Cotti, di non aver saputo gestire il problema.

Poi ci sono i militanti storici come Paolo Bruni che sul proprio profilo Facebook non le manda a dire e ricorda gli impegni presi dal partito della Schlein, poi disattesi.
“Era stato assicurato che non sarebbe stato utilizzato il listino bloccato – scrive Bruni -. Era stata assicurata la massima attenzione alla presenza femminile: nel listino bloccato, due uomini e una donna. Avevano detto che le deroghe sarebbero state tre: sono quattro (tre uomini e una donna). Avevano assicurato il massimo coinvolgimento dei territori, ma chi, a Pistoia, registra il più alto numero di segnalazioni, scivola al terzo posto. Avevano garantito un’ampia rappresentanza delle realtà territoriali, ma la montagna pistoiese, pur avendo indicato una persona, una donna, resta priva di rappresentanza in favore di una sovra rappresentanza del comune di Pistoia”.
Poi una riflessione sul listino bloccato.
“Non mi ha mai convinto, nonostante la motivazione nobile con la quale fu pensato – spiega Bruni -: offrire la possibilità a un soggetto di particolare competenza e/o prestigio professionale o culturale di portare il proprio contributo senza passare dal vaglio elettorale. Aveva un suo perché. Temevo però che dietro questo velo nobile potesse celarsi una verità di real politik: la compensazione. Scegliere, per la prima volta, di utilizzarlo per candidare rappresentanti istituzionali e dirigenti di partito (Simona Querci, ndr) ne è la conferma”.
Naturalmente l’ordine della lista non rappresenta quello di elezione, per cui alla fine conteranno solo i voti che i singoli candidati avranno dentro le urne, ma constatare che anche sotto la segreteria Schlein i territori sono irrilevanti, genera una forte delusione.
Alla fine, però, è una scelta che premierà la provincia di Pistoia che dovrebbe assicurarsi quattro consiglieri: due del centrodestra e due del Pd.







