di Andrea Mori
MONTEMURLO – Erano 7 anni che a Prato non si teneva una Festa de L’Unità. Marco Biagioni, segretario del Partito Democratico di Prato, è il primo a parlare dal palco: “Qui c’è una comunità bellissima. Abbiamo la forza del ‘noi’ e la stiamo dimostrando giorno dopo giorno. Questo è il Partito Democratico, questa è la nostra comunità. Benvenuta a Montemurlo Elly, luogo che fa dell’accoglienza la sua identità e la sua storia e che vuole continuare ad esserlo, forte di questa grandissima comunità che è quella pratese e quella montemurlese”.

A precedere l’intervento dell’attesissima segretaria Elly Schlein, è intervenuto anche il segretario del Pd di Montemurlo Alberto Vignoli, che ha parlato della festa come “Un grande successo di politica e di partecipazione”.
“Lavoro, lavoro, lavoro”, così inizia l’intervento di Schlein, elogiando quella che è la proposta unitaria delle opposizioni per un salario minimo in Italia, “perché sotto una certa soglia non si chiama lavoro, ma sfruttamento, e il Partito Democratico non ci sta. Abbiamo lavorato insieme alle altre forze di opposizione per una proposta di legge che abbiamo già depositato ieri (martedì, ndr) e che vogliamo discutere presto, perché la destra non può guardare dall’altra parte”.
Una destra che sin dalle prime sue scelte, dice la segretaria, “ha deciso di calpestare le persone più fragili e povere. Con le scelte che hanno fatto, loro cancellano gli strumenti di sostegno al reddito. Loro fanno finta che non esistano in Italia i 3 milioni di lavoratrici e lavoratori poveri, persone che sono povere anche se lavorano. E in quella legge costruita con le altre forze di opposizione non solo fissiamo il salario minimo ma diciamo anche una cosa fondamentale: che dobbiamo rafforzare la contrattazione collettiva, basta con i contratti pirata che sono fatti apposta per costruire precarietà. Bisogna che a tutti i lavoratori e le lavoratrici si applichi la retribuzione complessiva prevista dal contratto più rappresentativo di ogni settore. Questo è il tentativo di strappare le persone alle maglie della precarietà e della ricattabilità. Ricattabilità che il governo di Giorgia Meloni ha deciso di aumentare con quella pessima provocazione di un decreto approvato il 1 maggio, che aumenta scientemente la precarietà, perché estende i contratti a termine. Andassero a chiederlo a un giovane o a una giovane di questo paese che cosa vuol dire avere un contratto di un mese e non sapere se lo avrai il giorno dopo. Come si fa a parlare di crisi della natalità senza vedere quanto questa sia correlata alla precarietà che colpisce soprattutto le donne, soprattutto i giovani?. Quella paura di futuro che ti viene, quella difficoltà che ti viene a uscire di casa”.
La seconda grande questione su cui la segretaria si è soffermata è quella della casa, sostenendo che “serve un grande piano nazionale sulla casa. Venerdì scorso abbiamo presentato insieme a tanti nostri sindaci le dieci proposte su cui imbastire il nuovo piano della casa che serve a questo paese”. Di qui, l’attacco alla Premier Giorgia Meloni, criticando la scelta “scellerata” fatta nella prima manovra del suo Governo.
“Ha cancellato con un tratto di penna 330 milioni di euro che aiutavano le famiglie in difficoltà col pagamento dell’affitto, io non so in chi paese vivano, ma basta guardarsi intorno per vedere come la pandemia abbia acuito le diseguaglianze e il caro energia, il caro bollette, il caro dei prezzi sta mordendo fortemente insieme all’inflazione alle caviglie delle famiglie. In questo senso, noi non solo vorremmo reintrodurre quel fondo per l’affitto, ma chiediamo al governo che sia 1 miliardo e non 330 milioni”.
Altro tema caldissimo quello della sanità pubblica. Schlein ha criticato i tagli, le privatizzazioni che “il governo sta già proponendo, lo fanno nel momento in cui in quella manovra non mettono nemmeno le risorse che servono alle Regioni per coprire i costi che hanno avuto durante il Covid. E noi quando difendiamo la sanità non stiamo dicendo che prima andasse tutto bene. No, vogliamo costruire insieme la sanità del futuro, che è quella della prossimità, è quella delle case della comunità in cui questo governo non crede perché sta rischiando di farle saltare dal Pnrr.
Dobbiamo fare una battaglia che coinvolga tutta la società: c’è personale che manca nei reparti, ci sono pronti soccorsi in difficoltà, liste d’attesa che si allungano all’inverosimile, questo disegna un paese in cui chi ha il portafoglio abbastanza spesso potrà andare comunque dal privato e chi non ce l’ha rinuncerà alle cure, e non è questa l’Italia che vogliamo, non è questa l’Italia che disegna la nostra costituzione”.
E poi sulla scuola: “a settembre continueremo con le nostre mobilitazioni su un altro tema per noi fondamentale, la scuola è la prima leva di emancipazione sociale, quindi dobbiamo lottare anche per la scuola pubblica, per il contrasto alla povertà educativa che colpisce tanti bambine e tante bambine rischiando di segnarne il futuro per sempre. Invece vogliamo che quell’ascensore sociale dove tanti soffocano ritorni a viaggiare, ritorni a dare una speranza di futuro migliore”.
“C’è una cosa che mi angoscia in particolare – dice la segretaria – sapere che tra le modifiche che vorrebbero fare al Pnrr c’è quella del taglio ai fondi per i nidi. Pensate al paradosso del primo governo guidato da una donna in questo paese che taglia i fondi sui nidi, non è accettabile, perché i nidi non solo contrastano le diseguaglianze, non solo rendono più solidi i percorsi educativi, ma sono uno strumento fondamentale di supporto alle famiglie e dentro alle famiglie su chi grava maggiormente il carico di cura e di lavoro non pagato? Sulle donne. E le tengono a freno dal punto di vista professionale e occupazionale. Alcune regioni d’Italia segnano il record negativo di occupazione femminile ma c’è una via diversa, quella di investire nella economia e società della cura, negli investimenti che servono anche di supporto alle persone con disabilità e alle loro famiglie, serve una legge sui care giver a livello nazionale, non possono non vedere che i bisogni di chi si prende cura non sono gli stessi di quelli delle persone di cui si prendono cura, questo vuol dire lavorare su una maggiore coesione sociale, su una maggiore giustizia sociale. Siamo una popolazione che invecchia, ci deve fare i conti, non possiamo vedere una destra che continua a tagliare sul welfare e sulle politiche sociali, ci rimette tutto il paese”.
Sull’attuazione del Pnrr, per Schlein non può essere persa questa occasione storica.
“Il governo sta tardando perché in fondo non condivide gli obbiettivi di quel piano. Il piano si chiama Next Generation Eu, cioè guarda alle nuove generazioni, alle responsabilità che abbiamo verso di loro, di quale pianeta gli lasciamo… allora quegli investimenti servono alla conversione ecologica, è una necessità perché abbiamo visto quanto gli eventi climatici si abbattono duramente sui nostri territori e allora va fatta più prevenzione, lavorare su una legge che contrasti il consumo di suolo in questo paese perché abbiamo cementificato troppo. Noi sappiamo che proprio qui a Prato ci sono tante aziende, imprese e anche le istituzioni che sono riuscite a dare una mano a diventare una punta di eccellenza nell’economia circolare, che è un fattore di convenienza per le imprese e le famiglie, perché ciò che è un rifiuto è un costo per la collettività, ma è un costo anche per l’impresa. Allora più investi, più accompagni le aziende ad investire su come ridurre quei rifiuti, su come riciclarli, scambiarli con altre aziende, succede che risparmi così come l’efficientamento energetico ci permette di abbassare le bollette, ma anche di abbassare le emissioni che stanno avvelenando il pianeta e la nostra salute”.
Com’era prevedibile, poi, la segretaria ha speso parole taglienti nei confronti della ministra del turismo Daniela Santanché: “oggi avete sentito da qui le unghie della ministra Santanché scorrere sui vetri mentre cercava di difendere l’indifendibile. Il Pd ha scoperto e denunciato in questi giorni un debito di una di queste società di 2,7 milioni con lo Stato. Oggi è venuta in aula e l’intervento è servito soltanto ad aggredire frontalmente la libertà di stampa (fatto grave), e voglio da qui dare solidarietà ai giornalisti aggrediti. La ministra si deve dimettere perché in Italia e in Europa altri ministri si sono dimessi per molto meno delle gravi contestazioni a cui lei, peraltro, oggi non ha fornito risposte nel merito”.



