FIRENZE – Tra il 2 e il 5 novembre 2023, vaste aree della Toscana furono colpite da un’intensa ondata di maltempo e da una successiva alluvione che, oltre a causare la morte di otto persone, provocò ingenti danni e diffuse criticità alle infrastrutture e ai servizi essenziali.
A seguito di questa calamità, la Commissione Europea ha concesso all’Italia un contributo attraverso il Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea, destinato al finanziamento di interventi urgenti di emergenza e recupero. Nell’ambito dell’Emergenza Alluvione Regione Toscana, il contributo complessivo ammonta a 67.811.826 euro.
Di queste risorse, oltre 115mila euro sono stati assegnati ad Acque, gestore del servizio idrico integrato del Basso Valdarno, per finanziare una serie di interventi finalizzati al ripristino della funzionalità delle infrastrutture idriche danneggiate e alla messa in sicurezza degli impianti colpiti dall’alluvione. Gli interventi hanno interessato numerosi territori nei comuni di Lamporecchio, Pescia, Capannori, Casciana Terme Lari, Fauglia, Calcinaia, Calci e in altre aree comprese nello stato di emergenza. Tra le opere più significative figurano quelle realizzate presso la centrale Gabella di Calci, il deposito San Baronto e la centrale di via Amendola, entrambe nel comune di Lamporecchio.
Le attività hanno riguardato il ripristino e la sostituzione di condotte idriche danneggiate dalla forza dell’acqua, la realizzazione di bypass provvisori e definitivi per garantire la continuità del servizio, la rimozione di detriti, fango e vegetazione che compromettevano l’accesso e la sicurezza degli impianti, il ripristino della viabilità di accesso a centrali, sorgenti e depositi idrici, la sostituzione e la riparazione di apparecchiature elettromeccaniche danneggiate, la fornitura e l’installazione di sistemi di alimentazione elettrica di emergenza e interventi di messa in sicurezza in aree soggette a dissesto. Le opere realizzate hanno consentito di ristabilire in tempi rapidi la piena operatività del servizio idrico, riducendo i disagi per la popolazione servita e garantendo condizioni di sicurezza per gli operatori impegnati nella gestione delle infrastrutture.





