PRATO – Un nuovo grave episodio di violenza si è verificato ieri sera all’interno della Casa Circondariale di Prato, dove un detenuto di nazionalità marocchina, già noto per precedenti episodi di aggressività, ha dato vita a una protesta violenta e ingiustificata. La scintilla è scaturita da una discussione con il personale di Polizia Penitenziaria durante la chiusura delle camere detentive.
Ne dà notizia Gianrico Capasso (FP CGIL Polizia Penitenziaria)

“Nel corso dell’alterco – aggiunge – il detenuto è riuscito ad afferrare un estintore, rimuovendo la sicura e spruzzando la schiuma contro gli agenti intervenuti per contenerlo. La situazione è rapidamente degenerata, coinvolgendo anche un secondo detenuto che si è scagliato contro il personale. Solo il pronto intervento di altri agenti ha evitato conseguenze peggiori.
Purtroppo, un agente ha riportato una ferita all’occhio e problemi respiratori dovuti all’inalazione della sostanza, rendendo necessario il trasporto al Pronto Soccorso dell’ospedale di Prato, dove gli è stata diagnosticata una prognosi di tre giorni”.
La FP CGIL Polizia Penitenziaria denuncia ancora una volta la grave carenza di organico all’interno del carcere pratese, una situazione ormai insostenibile, soprattutto considerando la crescente presenza di detenuti con problematiche psichiatriche e comportamentali. La gestione di questi soggetti richiede risorse adeguate, che attualmente mancano.
“Lo Stato ha abbandonato il carcere di Prato. Nonostante le promesse – dichiara il Coordinatore Nazionale Donato Nolé – ad oggi nulla è cambiato. Il personale continua a operare in condizioni di estremo disagio e insicurezza, senza il supporto necessario.”
“Esprimiamo – conclude il sindacato – la nostra piena solidarietà al collega ferito, augurandogli una pronta guarigione”.



