mercoledì, Settembre 9, 2026

Ente Camposampiero, un nuovo progetto di inclusione sociale a tema ambiente

PISTOIA – Un nuovo progetto di inclusione sociale legato all’agricoltura e all’ambiente per dare ai ragazzi con fragilità o a rischio di emarginazione l’opportunità di stare insieme e di condividere esperienze di impegno e amicizia.

Un momento dell’incontro presso la Fabbrica delle Emozioni per la presentazione del progetto “Welfare Green Community” (foto di Giovanni Fedi)

Presso la Fabbrica delle Emozioni di via Antonelli a Pistoia, l’Ente Camposampiero Odv ha presentato le attività che verranno realizzate tramite il progetto “Welfare Green Community”, vincitore del bando Socialmente 2024 promosso e finanziato dalla Fondazione Caript con il partenariato dell’associazione sportiva Silvano Fedi, Fattoria Il Gattesco e Podere del Tordo.

“Grazie a questo bando avremo la possibilità di portare avanti iniziative per i nostri ragazzi legate all’agricoltura, per dare loro un impegno e una possibilità di lavoro – spiega Luca Traversari, presidente dell’Ente Camposampiero – perchè crediamo sia importante dare loro delle occasioni per sentirsi parte attiva e integrante di un progetto.

Chiaramente si tratta solo di una piccola percentuale del nostro lavoro, a causa delle molte e varie necessità che questi ragazzi manifestano: l’aspetto fondamentale è creare delle connessioni sociali, far scoprire e far comprendere loro il valore dell’amicizia e dell’aiuto reciproco, e questo lo possiamo fare grazie all’impegno costante dei nostri volontari, che ringrazio pubblicamente.

Luca Traversari, presidente dell’Ente Camposampiero (foto di Giovanni Fedi)

Ogni giorno si dedicano anima e cuore a questi ragazzi e creano un legame affettivo autentico e diretto, non virtuale e a distanza: e un progetto come questo aiuta a stare insieme fianco a fianco, a trovarsi fisicamente uno accanto all’altro in un luogo dove i ragazzi con le loro fragilità possono trovare nuovi amici e nuovi compagni di strada. Non è un percorso facile, anzi è molto complesso e pieno di ostacoli, ma non essere da soli è già un buon aiuto”.

“Interventi come questo, a sostegno di realtà che da decenni operano sul territorio promuovendo azioni di inclusione sociale, fanno parte della storia ma anche del futuro della Fondazione – sottolinea Luca Gori, presidente della Fondazione Caript – inoltre abbiamo apprezzato la capacità dell’Ente Camposampiero di sperimentare nuove forme di intervento, di sapersi proporre con il linguaggio contemporaneo dei social, di coinvolgere oltre ai volontari anche persone che poi scelgono di fare un percorso di vita e professionale in campo sociale.

Luca Gori, presidente della Fondazione Caript (foto di Giovanni Fedi)

Abbiamo bisogno non solo di strutture adeguate e in sicurezza per accogliere i ragazzi più fragili, ma soprattutto di operatori sempre più competenti e appassionati in questo settore, che spesso mancano: credo che la capacità della Camposampiero di creare queste nuove professionalità sia uno degli elementi vincenti del bando Socialmente.

L’inclusione sociale è uno dei fari che guidano la nostra attività: non si tratta solo di aiutare a livello finanziario l’organizzazione di un servizio, ma anche di prestare attenzione alla sua ricaduta sociale. Qui alla Camposampiero, inoltre, c’è un forte coinvolgimento giovanile che penso sia sotto gli occhi di tutti ed è un elemento che va assolutamente apprezzato e sottolineato”.

L’incontro è stato aperto da un “circle time” in cui sia i ragazzi e le ragazze che partecipano alle attività sociali, sia gli stessi volontari dell’Ente hanno parlato a turno della propria esperienza e dei benefici che ne hanno riscontrato sotto molteplici punti di vista, testimoniando l’importanza di tali iniziative e azioni per la promozione di una vera e autentica inclusione sociale.

Da ottant’anni infatti l’Ente Camposampiero – che mosse i primi passi agli inizi del 1946 – non si limita a una semplice assistenza sociale, ma cerca di incentivare e favorire percorsi, incontri, esperienze e attività in grado di consentire ai ragazzi in difficoltà di sentirsi liberi di esprimersi in un ambiente familiare e informale e di costruirsi un percorso di vita incentrato sull’amicizia e sullo stare insieme.

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