PISTOIA – L’export delle piante vive pistoiesi segna un rallentamento nel primo trimestre 2025, registrando un valore complessivo di 142.162.928 euro, con una flessione di quasi il 5% rispetto allo stesso periodo del 2024, secondo l’elaborazione di Coldiretti Pistoia su dati Istat appena diffusi. In calo anche l’export nazionale verso il resto del Mondo, di cui le aziende pistoiesi rappresentano poco meno del 40% del totale italiano.
Un dato che riflette le difficoltà generali del commercio internazionale, ma che presenta elementi di analisi differenziati: stabili le esportazioni verso i Paesi dell’Unione Europea a 27, mentre a calare sono quelle verso i Paesi extra UE, con una contrazione del 22%, passate da 32 a 25 milioni di euro.

“Il dato è da analizzare con molta attenzione – afferma Fabrizio Tesi, presidente di Coldiretti Pistoia – evitando quegli eccessivi allarmismi che spesso non contribuiscono ad andare a fondo alle questioni. Le aziende del nostro distretto stanno affrontando un contesto globale complesso, tra guerre e dazi, con ostacoli fitosanitari, incertezze logistiche e aumento dei costi, e non ultima difficoltà a reperire manodopera stabile e specializzata, ma continuano a investire con determinazione sul fronte produttivo”.
Il Regno Unito, che è sempre uno mercati principali per il vivaismo ornamentale pistoiese, dopo il recente stop al blocco fitosanitario dovrebbe ripartire e dare ossigeno all’export extra Ue.
Da segnalare il crollo del mercato svizzero, sceso del 40% nel primo trimestre, passando da 6,5 a meno di 4 milioni di euro: una perdita secca di circa 2,5 milioni di euro. “Un dato che ci deve far riflettere – commenta Tesi– soprattutto perché la Svizzera è tradizionalmente un mercato affidabile e vicino, anche dal punto di vista logistico. Il calo repentino ad una prima analisi va attribuito al meteo poco favorevole del periodo in esame che ha rallentato le consegne nella Confederazione Elvetica. Il portafogli ordini da evadere comunque ci rassicura”.
A fronte di queste criticità, Coldiretti Pistoia evidenzia la capacità di reazione delle imprese locali, che stanno investendo su più fronti. “Molte aziende stanno adottando pratiche innovative più sostenibili –spiega Tesi–: pacciamature naturali, riduzione dell’impiego di fitofarmaci, ottimizzazione delle risorse idriche. Cambiamenti che richiedono impegno ma che migliorano la competitività nel medio periodo”.
Parallelamente, si rafforza il ruolo del polo vivaistico pistoiese come punto di riferimento europeo. “La varietà produttiva, la qualità espositiva, la capacità di adattamento alle esigenze di un mercato sempre più sensibile al verde urbano e alla biodiversità, sono punti di forza riconosciuti. È su questa linea che nel pistoiese si continua a lavorare e a innovare”.







