di Andrea Mori
MONTEMURLO – “Perché ha deciso di tornare nel Partito Democratico? E mi permetta una provocazione: è stato giusto andare via?”. E’ cominciato così l’incontro con Pierluigi Bersani, segretario del Pd dal 2009 al 2013, ospite alla Festa dell’Unità di Prato in corso di svolgimento a Montemurlo. Una partenza col botto quella della giornalista Eleonora Barbieri, sul palco insieme a Sara Brogi, del tavolo Lavoro e dei Giovani Democratici di Prato, Benedetta Squittieri, assessore del Comune di Prato e Diego Blasi, coordinatore della segreteria regionale del Pd.

Ma Bersani non c’ha girato attorno.
“In un partito di sinistra non si ha mai la pretesa di aver ragione per forza – ha risposto -, si pretende però di avere la dignità di poter dire la propria opinione e se questo viene meno non ci può essere un partito di sinistra. Quando non puoi più dire ciò che pensi viene messa in gioco la tua dignità politica e quando ti sembra che l’aria che hai sempre respirato, cioè la sinistra, sia diventata irrespirabile, si va via”.
Per poi aggiungere che “non vai mica via sul serio, eh. Io credo infatti di aver fatto tanti più chilometri dei dirigenti del Pd. Non ho mai abbandonato la mia idea. Quella che si chiama tecnicamente una ‘scissione’, sia chiaro che io come anche altri, l’abbiamo vissuta come un’espulsione. C’era infatti un disegno che mirava a far fuori quel tanto di Dna della sinistra del Pd. E adesso gli esiti si vedono: io son qui, quello la dov’è?”. Il riferimento, neanche troppo velato, è a Matteo Renzi.
Ma la sua vicenda nel Pd è stata solo una parentesi da archiviare perché ci sono problemi ben più importanti che il Pd deve affrontare.
“Di sanità, welfare e lavoro vogliamo discutere? – ha chiesto Bersani – Vogliamo dire che è una vergogna che ci sono salari a 3 euro e mezzo l’ora o è troppo di sinistra? Dire che la privatizzazione della sanità sta correndo a rotta di collo è troppo di sinistra? Pronunciare parole come ‘cessate il fuoco’ o ‘crisi climatica’ è troppo di sinistra? Dire ben chiaro che un bambino va accolto sempre senza se e senza ma è troppo di sinistra?”.
Poi, l’ex segretario del Pd, riflette sul tema delle alleanze: Per quanto un partito sia grande e ben fatto, c’è sempre qualcosa di buono fuori da lui, da cui si deve far interrogare. Il consiglio che sto dando al partito da iscritto, è che quando abbiamo fatto l’Ulivo, l’Unione, è sempre stata fatto nello stesso modo: partendo dalle cose che ti uniscono per poi rendere compatibili quelle che ti dividono o ti differenziano, perché non è necessario essere uguali per fare una coalizione. E’ quanto ha fatto anche la destra”.
Il Pd, ha spiegato l’ex segretario, non è l’equilibrio del sistema, il partito che deve governare per forza, l’equilibrio del sistema è l’alternativa. Il dovere del Pd è quello di organizzare un campo alternativo senza pensare di essere in eterno quello che garantisce l’equilibrio del sistema.
Per quanto riguarda i 5 stelle, “se la prendono con Elly Schlein perché è andata a salutare Conte – ha detto Bersani – , eppure ci abbiamo fatto un governo assieme. Partiamo da quello che ci unisce e normalizziamo quello che ci divide. Tenendo sempre a mente che i 5 stelle dalla nascita hanno un problema e cioè che sono nati demonizzando il concetto di partito, di radicamento, tuttavia su alcuni temi, i 5 stelle, possono esprimere una complementarietà col Pd che è del tutto compatibile”.
Riferendosi al governo di destra in carica, Bersani mette in guardia: “se ci vedono stremati, spompati e divisi, a questi gli basta un anno per mettere nel sistema tossine che non riusciremo ad espellere per 15 anni. Bisogna quindi lavorare sui tempi che interessano i cittadini come sul salario minimo, facendo vedere alle persone che qualcosa che si muove c’è, che ci sono alternative. Però – dice ancora Bersani – purtroppo non c’è una reazione civica, sociale e politica all’altezza della situazione”.



