mercoledì, Maggio 13, 2026

Finanziamenti dei Comuni, De Rienzo (Lista Biffoni Sindaco): “Studiare la possibilità di utilizzo dei Buoni Ordinari Comunali”

PRATO – “Negli ultimi anni i Comuni italiani si sono trovati a fronteggiare una crescente difficoltà nel finanziare opere pubbliche strategiche come manutenzione urbana, impianti sportivi e parcheggi, sicurezza del territorio. Da un lato aumentano i costi dei cantieri e delle materie prime, dall’altro le amministrazioni locali dipendono sempre più da trasferimenti statali, bandi e finanziamenti esterni spesso incerti o lenti. In questo contesto credo sia necessario tornare a discutere di strumenti già previsti dal nostro ordinamento, capaci di restituire autonomia finanziaria agli enti locali e coinvolgere direttamente cittadini e investitori. Per questo motivo intendo proporre l’avvio di uno studio sulla possibilità di utilizzare i Buoni Ordinari Comunali (BOC) come strumento di finanziamento per opere pubbliche strategiche della città”.

E’ la proposta di Venenzio De Rienzo, candidato al consiglio comunale di Prato nella lista civica Biffoni Sindaco. L’obiettivo è quello di facilitare la capacità di intervento economico da parte della pubblica amministrazione.

“Non si tratta di ‘finanza creativa’, né di strumenti improvvisati: i BOC sono previsti dalla normativa italiana (art. 35 della Legge n. 724 del 23/12/1994 e DM 420 del 05/07/1996) e regolamentati nei vincoli di utilizzo quali sostenibilità finanziaria, rispetto degli equilibri di bilancio, destinazione vincolata alle opere pubbliche e controllo della capacità di rimborso dell’ente – prosegue -. Non utilizzabili quindi per coprire spese correnti o disavanzi di bilancio. Negli anni Novanta e nei primi anni Duemila diversi enti locali italiani hanno utilizzato i BOC per finanziarsi quali ad esempio i comuni di Firenze, Milano, Torino e Genova. Oggi i BOC sono uno strumento sostanzialmente in disuso in quanto i Comuni preferiscono fare ricorso ad altre forme di finanziamento (mutui con CDP, fondi europei e contributi statali) e perché i vincoli introdotti nel tempo e le regole sempre più stringenti sul debito pubblico hanno reso più raro il ricorso diretto al mercato obbligazionario. Ma una politica locale seria ha il dovere di aprire un confronto pubblico anche su strumenti oggi poco utilizzati, ma che potrebbero tornare utili per affrontare le sfide infrastrutturali e urbanistiche dei prossimi anni”.

Da qui la conclusione dell’intervento. “Il tema deve essere affrontato senza slogan e deve essere aperto un confronto pubblico e tecnico sulla possibilità di utilizzare strumenti già previsti dalla legge per sostenere investimenti strategici per la citt – conclude De Rienzo -. Fare debito per sostenere la spesa corrente è sbagliato, ma investire sul futuro della città attraverso strumenti regolati, finalizzati allo sviluppo e sottoposti a rigorosi controlli può rappresentare una scelta responsabile e lungimirante. Questa proposta ha un valore culturale e civico: riporta il Comune ad essere protagonista dello sviluppo territoriale e consente ai cittadini di partecipare indirettamente alla crescita della propria comunità”.

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