FIRENZE – Novanta minuti di nulla, uno 0-0 a tratti inguardabile, un punticino che vale la salvezza tra i fischi di disapprovazione del Franchi.
Nella terzultima giornata di campionato i viola di Vanoli, reduci dalla disfatta di Roma, affrontano in casa il Genoa di De Rossi, altra formazione che in questa stagione ha avuto in percorso per certi versi simile a quello dei gigliati, con una pessima partenza e un cambio in panchina che ha portato la squadra a fare punti e arrivare alla matematica salvezza. Per quest’ultima alla Fiorentina manca solo un punto, e poi potrà andare in archivio una stagione sofferta e travagliata, sia dentro che fuori dal rettangolo di gioco.
Dopo avergli concesso spezzoni a gara in corso nelle scorse giornate, mister Vanoli lancia dal primo minuto in attacco il giovane Braschi, supportato da Parisi e Solomon per un tridente offensivo assolutamente inedito; De Rossi risponde con un parziale turnover e concedendo spazio ad alcuni elementi che, a salvezza ormai acquisita, dovranno essere oggetto di valutazione in vista del mercato estivo.

Le squadre sono accolte in campo da qualche raggio di sole, dopo una mattinata di pioggia intensa su Firenze; sugli spalti il clima è invece un po’ più “freddo”, per una partita che non ha certo richiamato al Franchi il pubblico delle grandi occasioni.
Avvio piuttosto vivace e su buoni ritmi, con potenziali occasioni da una parte e dell’altra vanificate però da errori piuttosto banali in fase di controllo e di tiro. Con il passare dei minuti tuttavia il gioco diventa meno fluido e la partita è a tratti noiosa: qualche cross da ambo le parti che si perde sul fondo, un tiraccio di Dodò dal limite dell’area, una bella veronica di Ekhator che si libera di due avversari sono le uniche emozioni nei primi venti minuti di partita, per un match che appare instradato sui binari dell’equilibrio.
Al 26′ pericoloso contropiede del Genoa spinto da Colombo che serve Ekhator sulla corsa, tiro al volo dell’attaccante rossoblu che va di potenza ma non inquadra lo specchio della porta di De Gea. Il rischio corso scuote la Fiorentina, che in più occasioni tenta di rendersi pericolosa dalle parti di Bijlow ma senza trovare lo spiraglio giusto per il tiro: i viola fraseggiano bene al limite dell’area genoana, con passaggi stretti e veloci, ma tutti i tentativi di conclusioni sono murati e ribattuti dalla difesa avversaria.
Al 39′ su calcio di punizione dalla trequarti Ostigard salta più in alto di tutti ma De Gea è bravo a disinnescare il suo colpo di testa, non molto angolato ma potente, prima che Pongracic provveda a spazzare via il pallone. Al 44′ ottima discesa di Dodò sulla fascia destra e cross basso a cercare Braschi e Solomon, ma Zatterstrom ci mette il piede per una chiusura provvidenziale in calcio d’angolo.
Termina così un primo tempo piuttosto scialbo e avaro di emozioni, con l’impressione che entrambe le squadre si stiano “accontentando” del pareggio e non vogliano prendersi troppi rischi.

In avvio della seconda frazione sono i padroni di casa a provarci con maggiore convinzione, mettendo sotto pressione la difesa genoana: al 52′ su corner di Mandragora, sul secondo palo Ranieri colpisce di testa a incrociare, con la palla che sibila di pochi centimetri oltre il palo destro della porta di Bijlow. Il Genoa prova a rispondere con azioni di ripartenza, come al 54′ quando Vitinha entra in area viola e scarica il sinistro, parato però a terra senza troppe difficoltà da De Gea.
Ritmi compassati, qualche duello ruvido a centrocampo e poco altro nei minuti seguenti, con il Genoa che al 70′ avrebbe una grande occasione per portarsi in vantaggio ma l’arbitro ferma il gioco per una trattenuta su Dodò a inizio azione. Stessa situazione a parti invertite al 78′ con una mischia in area genoana e il tentativo di conclusione prima di Brescianini e poi di Gosens, ma anche in questo caso il direttore di gara stoppa il gioco per un fallo su Ostigard.
Sul finale la Fiorentina ci prova, “spinta” dai fischi di un pubblico ormai spazientito che si è stufato del “non gioco” dei viola, ma anche il richiamo alla maglia e all’orgoglio non sortisce grandi effetti, al di là di qualche pallone messo in mezzo all’area avversaria, nella speranza di una situazione fortuita. Il match si conclude con uno 0-0 per certi versi prevedibile, al termine però di una partita a tratti soporifera e inguardabile: i viola escono dal campo sotto una pioggia copiosa di fischi, con i tifosi della Fiesole che ricordano a giocatori, allenatore e proprietà di “meritare di più” rispetto al quasi niente visto oggi.
Unica nota positiva, la salvezza aritimetica con due giornate d’anticipo, prima delle sfide contro Juventus e Atalanta che faranno chiudere il sipario su questa tribolata stagione.

FIORENTINA (4-3-3): De Gea; Dodò, Ranieri, Pongracic, Gosens; Mandragora (73′ Brescianini), Fagioli, Ndour (73′ Fabbian); Parisi (86′ Gudmundsson), Solomon, Braschi (61′ Piccoli). A disposizione: Lezzerini, Christensen, Kospo, Fortini, Rugani, Kouadio, Balbo, Comuzzo, Harrison, Fazzini. All. Vanoli.
GENOA (3-4-2-1): Bijlow; Marcandalli (82′ Doucourè), Ostigard, Zatterstrom; Martin (71′ Ouedraogo), Amorim (82′ Masini), Frendrup, Ellertsson; Vitinha, Ekhator (71′ Malinovskjy); Colombo (58′ Ekuban). A disposizione: Leali, Sommariva, Vasquez, Sabelli, Onana, Grossi. All. De Rossi.
ARBITRO: Luca Massimi (Termoli); guardalinee Mokhtar e Cavallina; quarto assistente Calzavara; VAR Massa.
NOTE: nessun ammonito; calci d’angolo 4-3; tiri in porta 0-3; recupero: 1′ e 4′











