sabato, Giugno 13, 2026

Flc Cgil, continua la mobilitazione contro la riforma degli istituti tecnici

PISTOIA – Dopo lo sciopero del 7 maggio scorso, continua la mobilitazione della Flc Cgil contro la riforma degli Istituti tecnici voluta dal Ministro Valditara, un provvedimento dalle pesanti ricadute occupazionali e soprattutto con una evidente diminuzione del valore formativo generale, ma anche unitario e nazionale, del segmento di istruzione secondario di II grado.

La protesta del sindacato Flc Cgil

La Flc Cgil sta contrastando tale riforma su più livelli; attualmente sono in atto due scioperi per il Personale degli Istituti Tecnici: il primo sulle attività aggiuntive e il secondo che riguarda gli scrutini delle classi non terminali.

Da segnalare la grande adesione allo sciopero degli scrutini dell’Istituto “Fedi – Fermi” di Pistoia; dove i docenti hanno fatto saltare il 100% degli scrutini (in totale 32) in programma delle classi non terminali. Di conseguenza tutti questi scrutini andranno ri-calendarizzati e svolti entro 5 giorni come prevede la normativa vigente.

Adesioni diffuse allo sciopero degli scrutini anche negli istituti tecnici della città metropolitana.

Secondo i primi dati, all’istituto Chino Chini di Borgo San Lorenzo sono saltati 19 scrutini su 20; al Calamandrei di Sesto Fiorentino 3 su 6; al Marco Polo, nei primi due giorni di sciopero, 23 scrutini su 24, pari al 96% del totale; al Sassetti-Peruzzi l’adesione ha determinato il rinvio del 75% degli scrutini previsti.

“Le prime informazioni restituiscono un’adesione diffusa allo sciopero degli scrutini, anche in scuole come Meucci, Galileo Galilei e Ferraris Brunelleschi di Empoli – afferma la Flc Cgil Firenze -. La protesta dimostra ancora una volta la volontà dei docenti di respingere la riforma dei tecnici, che il Ministero vorrebbe far partire già da settembre”.

La Flc Cgil ha predisposto alcune proposte di emendamenti, al fine di agire tempestivamente e modificare la riforma degli Istituti tecnici.

I punti principali di questi interventi normativi puntano:

  • all’eliminazione della flessibilità introdotta dal provvedimento, in modo da mantenere inalterato l’impianto nazionale dell’istruzione tecnica;
  • all’introduzione di un vincolo per il mantenimento degli organici, a non procedere all’accorpamento tra gli insegnamenti e a salvaguardare la composizione oraria delle singole discipline;
  • all’eliminazione della possibilità di avviare la formazione scuola lavoro (ex Pcto) a partire dalla seconda classe del primo biennio, evitando così l’orientamento precoce, prima dell’acquisizione di solide basi culturali e di cittadinanza.

Infine, i Legali della Flc Cgil si sono messi a disposizione per tutte quelle famiglie delle studentesse e degli studenti che l’anno prossimo frequenteranno il primo anno di un indirizzo tecnico di scuola secondaria di II grado e che intendono intraprendere un’azione legale nei confronti del MIM che ha cambiato i percorsi di studio a orientamento finito e iscrizioni chiuse.

Se tutto questo non dovesse bastare a fermare la riforma, la Flc Cgil sarà pronta con nuove azioni di mobilitazione, già da settembre con l’inizio del nuovo anno scolastico 2026/27.

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