PISTOIA – “La radiologia di San Marcello è ancora chiusa.
Dopo 18 mesi siamo ancora in attesa di una riapertura a pezzi: servono risposte, date certe e un servizio pienamente operativo.

I lavori di ristrutturazione dell’area radiologica sono iniziati nel marzo 2025, con l’obiettivo di restituire il servizio alla cittadinanza entro tale anno.
Siamo a settembre 2026 e, dopo circa 18 mesi, la radiologia non è ancora operativa.
Diciotto mesi di attesa per un servizio sanitario essenziale non possono essere considerati un semplice ritardo.
Ogni giorno di chiusura significa disagi per i cittadini, trasferimenti di pazienti verso Pistoia e un conseguente maggior carico organizzativo per altri servizi. È quindi legittimo chiedere quali siano le ragioni di questi ritardi e quale sia oggi il reale cronoprogramma per la riapertura.
Una riapertura a pezzi come dicevamo, infatti, la questione non riguarda soltanto i tempi, ma anche le modalità con cui il servizio tornerà operativo.
La radiologia dovrebbe infatti riaprire per fasi, con una prima apertura che prevede una sola radiodiagnostica, l’ecografia e l’utilizzo della vecchia TAC.
La nuova TAC è prevista per la primavera 2027, anche se a questo punto è lecito dubitare che la data sia reale.
Dopo 18 mesi di chiusura, quindi, il territorio rischia di avere un servizio che tornerà progressivamente operativo, ma non ancora completamente a regime.
Anche la presenza di una sola apparecchiatura di radiodiagnostica rappresenta un elemento di fragilità: un guasto o una manutenzione potrebbero comportare il nuovo blocco dell’intero servizio, con conseguenti trasferimenti dei pazienti.
Facciamo anche un confronto curioso; pensate che la realizzazione del nuovo ospedale San Jacopo di Pistoia, una struttura di circa 46.000 metri quadrati è stata completata in circa 27 mesi.
Non vogliamo mettere sullo stesso piano opere evidentemente diverse, ma il confronto pone una domanda inevitabile: come è possibile che per realizzare un intero ospedale siano stati sufficienti poco più di due anni, mentre per ristrutturare e rendere operativo un servizio radiologico di poche stanze si arrivi a 18 mesi senza una riapertura completa ?
Il problema non è fare una classifica tra cantieri, ma capire perché i tempi si siano dilatati così tanto e perché oggi si debba parlare di una riapertura per fasi.
La chiusura della radiologia ha avuto e continua ad avere conseguenze sull’intera rete dei servizi.
Il Punto di Primo Soccorso di San Marcello, non disponendo della radiologia, è costretto a trasferire a Pistoia i pazienti che necessitano di esami radiografici non disponibili localmente.
In questi mesi centinaia di cittadini sono stati trasferiti, con ambulanze impegnate nei trasporti, tempi più lunghi per gli utenti e un ulteriore maggior carico di lavoro su altre strutture.
Le conseguenze ricadono anche sul Pronto Soccorso di Pistoia, che si trova a gestire attività che, in condizioni normali, potrebbero essere effettuate direttamente nel presidio montano.
La FP e la CGIL chiedono le ragioni dei ritardi, l’indicazione di date certe per le diverse fasi della riapertura, chiarire i tempi della nuova TAC e soprattutto come verrà garantita la continuità del servizio in caso di guasto e/o manutenzione dell’unica radiodiagnostica disponibile. Occorre inoltre sapere quali misure siano state messe in campo per evitare che cittadini, ambulanze, PPS di San Marcello e Pronto Soccorso di Pistoia continuino a pagare il prezzo di questa situazione.
Dopo 18 mesi non bastano più rassicurazioni e nuove scadenze. Servono risposte concrete tramite i fatti.
La popolazione della Montagna Pistoiese ha diritto a un servizio radiologico funzionante, moderno e pienamente operativo, non a una sequenza indefinita di aperture parziali e rinvii.
La montagna, il personale, i cittadini e tutto il territorio meritano risposte, non si può continuare ad aspettare. Questa non è la strada per potenziare i servizi del P.I.O.T..
La CGIL e la FP continueranno a vigilare affinché la radiologia di San Marcello torni realmente a essere un servizio efficiente e stabile per tutta la comunità”.
CGIL FP Prato Pistoia


