FIRENZE – Ieri all’Ultravox di Firenze l’estate fiorentina si è aperta con un ritorno che ha il sapore delle cose attese a lungo.
Dopo più di dieci anni di assenza dai palchi, Frankie Hi Nrg Mc sceglie il palco dell’Ultravox di Firenze inaugurando l’edizione 2026 del Support Your Local Festival, riportando così in città una delle voci più lucide e imprescindibili del hip hop italiano.

La serata prende forma fin dall’inizio come un manifesto della scena locale. Le barre affilate di The Fake Doc aprono il festival con un set asciutto e diretto, capace di mettere subito a fuoco la direzione dell’intera rassegna: dare spazio a chi ha qualcosa da dire e lo fa senza compromessi. Subito dopo, il duo formato da Hola Quasi Rapper ed Edoardo Passalacqua porta sul palco un incontro sorprendente tra jazz e rap. La tastiera elettronica di Passalacqua disegna linee leggere, quasi liquide, mentre Hola ci si appoggia con una parlantina rapida e precisa, un flusso che non perde mai il bersaglio.
È un dialogo continuo, un botta e risposta tra strumenti e voce che cattura il pubblico e lo prepara a ciò che verrà. A sostenere e cucire le esibizioni c’è Dj Funkulo, presenza costante e complice, che accompagnerà gli artisti e poi chiuderà la serata con un dj set capace di rimettere in circolo l’energia del festival come un ultimo giro di vite prima della notte.

Quando Frankie Hi Nrg Mc entra in scena, l’Ultravox diventa un unico corpo compatto. Porta sul palco dell’Ultravox un set inedito, costruito attorno al nuovo album “Voce e Batteria”, condiviso con Donato Stolfi, che dà alla parte ritmica un ruolo centrale, quasi narrativo. La formula è essenziale, ridotta all’osso: niente sovrastrutture, niente orpelli, solo parole, ritmo e presenza. Ed è proprio in questa nudità che la sua musica ritrova una forza antica.
Frankie reinterpreta gemme del suo percorso in una chiave nuova, più scarna e più tagliente, come se ogni brano fosse riportato alla sua ossatura originaria. Tra un pezzo e l’altro dialoga con il pubblico, ascolta, risponde, provoca. Ricorda a tutti che il rap, quando è vero, è prima di tutto conversazione: un confronto diretto, senza filtri, che non teme la verità e non la addolcisce.

La sua voce diventa un faro puntato sulle zone d’ombra, su quelle verità scomode che altri preferiscono ignorare, ci mette la faccia in quello che dice e non cerca pose studiate per conquistare la massa, ma lascia che siano le sue parole a farlo.
Davanti alle transenne si stringono ragazzi giovanissimi e adulti che quelle canzoni le hanno vissute in tempo reale negli anni Novanta e nei primi Duemila. Non c’è distanza, non c’è nostalgia: c’è un filo che unisce, teso e chiarissimo. Quando il messaggio è sincero, l’età non conta. E Frankie lo sa, lo si vede nel modo in cui guarda il pubblico e nel modo in cui lascia che le parole scorrano senza smussarle.
È un flusso continuo, un viaggio che attraversa passato, presente e futuro dell’hip hop italiano, ricordando a tutti che la sua voce non è mai stata un semplice commento, ma un gesto di responsabilità.

Il Support Your Local Festival 2026 parte così: con un palco che dà spazio alle realtà emergenti, con un pubblico che ascolta davvero, con un artista che non ha bisogno di dimostrare nulla perché ha già dimostrato tutto. E con un ritorno che non è solo un concerto, ma un promemoria: la musica che conta non è quella che fa rumore, ma quella che fa luce.










