sabato, Giugno 6, 2026

Bruno Grillo presenta il suo libro “Fabrizi e Rossellini” al Film Fedic

MONTECATINI TERME – Alla mostra del cinema breve del 76° Film Fedic, che si sta svolgendo in questi giorni a Montecatini Terme presso l’Hotel Esplanade, il giornalista Bruno Grillo ha presentato il suo ultimo libro “Fabrizi e Rossellini”.  

Un saggio che parla di un’amicizia profonda, quella fra Roberto Rossellini e Aldo Fabrizi, nata durante le riprese di un capolavoro per non dire il capostipite del neorealismo italiano, stiamo parlando di “Roma città aperta”. Le riprese del film iniziarono il 17 gennaio del 1945, la guerra non era ancora finita e le difficoltà incontrate furono molte. Ottanta anni quindi sono trascorsi da quando il film fu premiato al festival di Cannes alla cui sceneggiatura lavorarono Federico Fellini e Sergio Amidei.

L’autore Bruno Grillo e alcune immagini della presentazione del libro “Fabrizi e Rossellini” al festival Film Fedic di Montecatini (fotografie di Stefano Di Cecio)

La presentazione del libro di Bruno Grillo è stata quindi l’occasione per riscoprire il film, il suo regista e la profonda amicizia che lo legava all’attore Aldo Fabrizi e che portò entrambi, qualche anno dopo, alla realizzazione di un altro capolavoro “Francesco Giullare di Dio”. Le riprese di quest’ultimo iniziarono nel 1950 ma sempre il 17 gennaio, e queste coincidenze contano per chi non crede al caso.

E’ un libro compatto, agevole, e si legge bene. Non è sempre facile, quando si scrive, essere precisi ed appassionati. Lo dice il critico cinematografico Roberto Lasagna che, oltre ad aver scritto la prefazione, è presente all’incontro per dialogare con Bruno Grillo.

“Ho avuto modo di parlare del libro con Oreste De Fornari, un grande critico cinematografico fuori dal coro, e lui mi chiede sai cos’hanno in comune Roma città aperta e Psyco? E gli rispondo, fregandolo perché mi aveva già fatto questo particolare quiz: perché muoiono tutti e due i protagonisti!”.

La passione di Bruno Grillo per Rossellini è nata molti anni fa quando ebbe modo di acquistare un libro sulla sua biografia, da lì è nata anche la ricerca e l’analisi dei suoi film nonché le vicende della storia d’amore con Ingrid Bergman perché Rossellini, come si dice, era un gran viveur.

Fabrizi e Rossellini si conoscevano di fama, Rossellini come regista di altri grandi film precedenti alla seconda guerra mondiale, Fabrizi come grande attore di varietà, ma il vero anello di congiunzione fra i due è stato Federico Fellini che era amico di entrambi.

Abbiamo detto che è stato girato durante la guerra ma è anche il primo film sulla seconda guerra mondiale che dà il via a moltissimi altri film successivi, in quantità ci battono solo quelli sulla guerra del Vietnam. Una delle particolarità è l’utilizzo di bambini, prima lo aveva fatto solo De Sica. La morte della coprotagonista Anna Magnani a metà del film, invece di sminuirne l’importanza, la accentua dando uno slancio maggiore al film. Ci sono poi aspetti molto innovativi per l’epoca, certi atti saffici che avvengono tra le due attrici, l’uso di tanti attori che hanno recitato per la prima volta, persone cioè prese direttamente dal popolo, poi ancora, l’uso di droga.

Per la prima volta si fa chiaramente accenno ai partigiani, prima, negli altri film era assolutamente vietato, non era neanche immaginabile pensare di parlare di partigiani oppure del partito comunista italiano. Anche per questo il film ha avuto un effetto dirompente, una bomba che è scoppiata all’improvviso.  

Le riprese abbiamo detto sono iniziate nella notte del 17 gennaio del 1945, sono durate qualche mese, il film ha superato i visti della censura e poi a settembre del ’45 è uscito per la prima volta al teatro Quirino di Roma.

L’altro film di cui Bruno Grillo parla è “Francesco Giullare di Dio”. Si tratta di un film ad episodi, 11 per l’esattezza, scollegati fra loro. Fabrizi recita un ruolo completamente diverso dal suo solito, un tiranno del 1200. Si tratta di una sorta di neorealismo religioso ma anche un piccolo documentario sul francescanesimo. Non è un film biografico, cosa che molti si aspettavano anche dal titolo, spiazzò quindi il pubblico. Anche in questo caso Federico Fellini partecipò alla sceneggiatura.

Un libro pieno di approfondimenti che stimola a riprendere l’attenzione verso un regista e un attore che hanno fatto diventare grande il cinema italiano. La presentazione del libro verrà ripetuta il 2 di luglio a Pistoia presso l’edicola di Igor in via Filippo Pacini alle ore 21,00.

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