di Martina Lepore
PRATO – La prima serata del festival Seminare Idee di Prato si è chiusa al Teatro Politeama Pratese con una conferenza spettacolo, “Ti amo, ti canto”, alla presenza del giornalista e critico musicale Gino Castaldo, dove la musica, nella sua relazione con il desiderio, rappresentava il tema principale.
Proprio il tema del desiderio, al centro della seconda edizione del festival, è stato presentato come la forza propulsiva che ha ispirato grandi artisti, i quali hanno esplorato e interpretato questo concetto nelle loro opere e nelle loro composizioni.

Ha fatto quindi il suo ingresso sul palco Gino Castaldo, che ha presentato una serie di brani divenuti simbolici, accomunati dalla loro capacità di declinare il concetto di desiderio in forme e prospettive differenti.
Ad aprire l’incontro è stata “Over the Rainbow”, la celebre canzone interpretata dalla giovanissima Judy Garland nel film “Il mago di Oz”. La scelta del brano si è rivelata particolarmente significativa non solo per il suo legame con uno dei film più iconici della storia del cinema tra gli anni Trenta e Quaranta, ma anche per il messaggio che veicola: il desiderio di un futuro migliore, la speranza di oltrepassare i limiti del presente e infine la ricerca della propria identità. In questa prospettiva, il desiderio non è necessariamente associato alla dimensione amorosa, affettiva o sessuale, ma assume un significato che tende verso il futuro, la scoperta di sé e la realizzazione individuale.
Gino Castaldo è poi passato a uno dei decenni più emblematici della storia italiana, gli anni Sessanta, un periodo caratterizzato da profonde trasformazioni sociali, culturali ed economiche, tanto da essere ricordato come l’epoca del “boom economico”. In quegli anni la musica era alla ricerca di nuovi linguaggi espressivi e si affermava come lo strumento “per eccellenza” per comunicare con le masse.
Sono stati così ricordati i The Beatles e i The Rolling Stones, protagonisti di una vera e propria rivoluzione musicale che contribuì a ridefinire l’immaginario giovanile dell’epoca, diventando mezzo di comunicazione per il senso di tumulto, disorientamento e cambiamento che attraversava le nuove generazioni.
Evocativo il fatto che in data 25 giugno 1967 ebbe luogo “Our World”, la prima trasmissione televisiva in mondovisione via satellite della storia. Il programma, ideato dalla BBC in collaborazione con l’Unione Europea di Radiodiffusione (UER), collegò simultaneamente ventisei Paesi, raggiungendo un pubblico di dimensioni senza precedenti. In vista dell’evento, la BBC chiese ai Beatles di comporre un brano dal messaggio immediato e universalmente comprensibile, capace di parlare un linguaggio condiviso a livello internazionale e così diedero vita all’iconico brano “All You Need Is Love”, un vero manifesto di quegli anni.

Castaldo ha richiamato poi la figura di Carlos Gardel, protagonista indiscusso della storia del tango oltre che rappresentante di una delle forme artistiche che meglio incarnano il desiderio: un sentimento spesso sospeso tra passione e nostalgia, segnato dal ricordo di un amore perduto e dall’impossibilità del suo compimento.
Il percorso musicale è poi proseguito con “Heroes” (1977) di David Bowie e con “Wish You Were Here” (1975) dei Pink Floyd, brano che affronta il tema della mancanza e della nostalgia.
È stata quindi ricordata “Hallelujah” (1984) di Leonard Cohen, una canzone capace di fondere dimensione sacra e profana. Nonostante il titolo richiami esplicitamente il linguaggio religioso, il brano esplora temi profondamente umani come il desiderio, la sofferenza, la fragilità e la possibilità di redenzione, offrendo una riflessione complessa sull’esperienza dell’esistenza.
In conclusione, Castaldo ha definito l’incontro un’esperienza unica, sottolineando come fosse la prima volta che sperimentava una formula di “conferenza-spettacolo”. Ha quindi invitato il pubblico a riscoprire il valore della lentezza, esortando a vivere con maggiore consapevolezza il tempo e l’ascolto della musica.
A chiudere l’intervento è stata “Moon River” (1961), brano che ha idealmente ricondotto il pubblico al tema iniziale del viaggio e della scoperta proposto con “Over the rainbow”.










