PISTOIA – Amicizia, amore, politica. Sono gli ingredienti del nuovo romanzo noir “Fratelli di sangue” (Phasar Edizioni, 2025) di Alberto Vivarelli, giornalista e autore.

Il romanzo sarà presentato sabato alle 16.30 a Villa di Papiano (Via Montalbano 174, San Baronto), nell’ambito del “Settembre letterario” promosso dall’Amministrazione comunale di Lamporecchio e dal Gruppo di lettura “Italia Donati”.
Sarà presente l’autore che dialogherà con Stefania Bottai, bibliotecaria.
Tre storie nate in un borgo della Foresta dell’Acquerino, in una montagna in cui la fine della guerra ha lasciato la medesima precarietà, la medesima miseria. Tre storie vissute dalla fine della seconda guerra mondiale fino al 1986, negli anni del movimento giovanile e operaio, del terrorismo rosso e dello stragismo nero che insanguinarono l’Italia. Un periodo storico “letto” da punti di vista diversi e a volte contrapposti, ma sempre con gli occhi e le informazioni di quegli anni. E’ una narrazione storicizzata. C’è anche una riflessione su quei giovani universitari all’inizio degli anni ‘70, divisi tra rivoluzione tout court e rivoluzione politica. Nel romanzo si racconta anche la strage alla stazione di Bologna del 1980, ma in maniera insolita, molto umana: con gli occhi di una giovanissima vittima.
Il filo conduttore del romanzo è una grande amicizia che si dipana tra la Foresta dell’Acquerino, il lago di Suviana e Bologna. L’autore prende a prestito tre giovani per raccontare l’Italia di quel periodo: una ragazza e due ragazzi che si perdono per strada per poi ritrovarsi, alla fine, in una situazione drammatica. Sullo sfondo di “Fratelli di sangue”, anche l’amore incondizionato tra un lupo e uno dei tre giovani protagonisti del romanzo, due vite che si intrecciano fino all’ultima pagina del libro, che ha un finale ad alto impatto emotivo.










