martedì, Settembre 8, 2026

Funivia Doganaccia. il Touring Club boccia il progetto: “Anacronistico e dannoso per l’ambiente”

di Mauro Banchini

PISTOIA – “Anacronistica e dannosa per l’ambiente dell’Appennino tosco emiliano”. Prende posizione contro la nuova funivia (quella che, sul versante toscano, dovrebbe collegare Doganaccia e Scaffaiolo) il Touring Club Italiano.

Il rendering dell’ìmpianto

E la prende con un articolo che sta per uscire sul numero di gennaio 2026 di “Touring”, prestigiosa rivista della associazione. La notizia viene anticipata dai due consoli TCI per la Toscana e per l’Emilia: Gianluca Chelucci e Pier Luigi Bazzocchi. 

A firma Tino Mantarro l’articolo (“Il Touring dice no alla funivia Doganaccia”) è la conferma di una alleanza fra l’associazione e i comitati ambientalisti toscani ed emiliani “contro un vecchio progetto da 16 milioni che minaccia la biodiversità del crinale sul lago Scaffaiolo”. 

L’articolo ricorda l’origine del progetto fino dagli anni Novanta (“quando Alberto Tomba accendeva gli animi degli appassionati”): allora si iniziò a parlare di una nuova funivia capace di collegare i due versanti. Ma il progetto rimase tale anche perché nel frattempo “la neve aveva già iniziato a scarseggiare” e una parte di quell’area era stata vincolata a Zsc “Zona speciale di conservazione”. 

Fu attorno al 2017 che le due Regioni (Emilia e Toscana) sottoscrissero un accordo di programma. Si arrivò al marzo 2023 quando venne depositato in Provincia, a Pistoia, lo studio di fattibilità per il nuovo impianto con un costo iniziale di 16 milioni di euro, tutti a carico di Stato e Regione. 

Vista da fondovalle

“Ma i tempi sono cambiati – sottolinea l’articolo del TCI – e il territorio non ci sta”. Nacque, infatti, il comitato “Un altro Appennino è possibile” anche con la presenza dei consoli toscani ed emiliani del TCI. Lo scopo era bloccare un progetto “ritenuto inutile a sollevare le sorti economiche delle stazioni della zona, anacronistico per i mutamenti del clima, eccessivamente dispendioso, impattante sulle specie animali e vegetali protette, fortemente lesivo dei fragili equilibri idrogeologici oltre che incompatibile con i vincoli paesaggistici esistenti”. 

Il progetto non venne ritirato, ma una prima conferenza dei servizi – prosegue l’articolo – nell’agosto 2024 chieste approfondimenti anche per la mancanza di studi sugli effetti ambientali dell’opera. Nel febbraio scorso è stata convocata una seconda conferenza dei servizi e di questa – aggiunge l’articolo – “si attende di sapere l’esito”. 

Vengono infine evidenziati altri due aspetti: il parere (“integralmente negativo”) della Soprintendenza paesaggistica e un appello – “fortemente sostenuto dal TCI” – al presidente Mattarella “affinché si tuteli il paesaggio iconografico dell’Appennino toscano”.

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2 COMMENTI

  1. Che siamo nelle mani dei peggio è risaputo, ma farsi apertamente prendere per il culo e depredare è intollerabile. La neve non c’è più da anni e la gente, finalmente, comincia a muoversi a piedi. Io non voglio che i soldi delle mie tasse vengano sprecati in una minchiata simile. Ferraglia che imbruttirebbe l’appennino, già fin troppo sfruttato. Gli abitanti del luogo pensino ad ospitare chi vuol godere dell’Appennino, non ad offrirgli un lunapark.

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