SAN MARCELLO – Nuovo appello dal Comitato “Un altro Appennino è possibile – Versante toscano” al Comune di San Marcello Piteglio sulla funivia “Doganacca- Corno alle Scale”. L’appello è datato 8 settembre, festa di santa Celestina: è inviato al sindaco Marmo, alla presidente del Consiglio Romagnani, ai capigruppo, al segretario comunale e in copia ai membri della Conferenza Servizi.
Il Comitato chiede che l’appello sia fatto conoscere a tutti i consiglieri comunali che, proprio questo lunedì 9 settembre, sono chiamati in Consiglio a una presa d’atto sulla avvenuta convocazione di quella Conferenza.
Conferma, il Comitato, la impossibilità per la Conferenza di esaminare il progetto e sostiene che il Consiglio Comunale, con le prove portate dal Comitato, non può votare a favore avendo una sola strada: annullare la Conferenza. I consiglieri vengono anche messi a conoscenza delle “gravi implicazioni” che un loro voto favorevole, per loro stessi, comporterebbe.
Sei i punti evidenziati. Il primo (la impossibilità, almeno fino al 2031, di costruire la funivia su un’area già coinvolta, nel dicembre 2016, da un incendio) era già stato denunciato al Consiglio Comunale pochi giorni fa. “Un colpo di scena che aveva fatto scalpore, obbligando il sindaco a rinviare la seduta per una verifica. Adesso il colpo di scena raddoppia. Ipotizzando che i favorevoli alla funivia tentino un escamotage per bypassare quel particolare divieto, il Comitato mette sul piatto, infatti, un’altra carta assai robusta” evidenzia il Comitato.
“In effetti – ammette il Comitato – potrebbe esserci un modo per costruirla comunque, la funivia, a prescindere dall’incendio 2016; basterebbe poter applicare una deroga (prevista dalla legge statale 353/2000) secondo cui il divieto di costruire su aree già incendiate è derogabile quando gli strumenti urbanistici vigenti al momento dell’incendio già prevedessero quella opera, in questo caso la funivia”.
Il Comitato fa però presente che “il tracciato della nuova funivia risulta del tutto estraneo al corridoio infrastrutturale impianto a fune” già previsto dallo strumento urbanistico di San Marcello. Tale circostanza, conclude il Comitato, “non rende applicabile la deroga ex art. 10 legge 353/2000 per opere già presenti negli strumenti urbanistici vigenti”.
“La stazione a monte della funivia e uno dei pilastri di sostegno – spiega il Comitato – ma anche gran parte della prevista nuova strada di 2.200 metri ricadono non dentro ma fuori il corridoio infrastrutturale già inserito nel piano urbanistico comunale. E se l’area su cui dovrebbero essere costruiti è fuori da quel corridoio, ciò significa solo una cosa: su quell’area ricade il divieto di nuove costruzioni e per 15 anni, dal dicembre 2016, lì non si può costruire. Ai consiglieri comunali, che violando quella norma finirebbero per rispondere personalmente di un reato, vengono anche ricordate “le dure sanzioni” per chi non rispetta il divieto di costruire: tutte le opere illegittime, se costruite, dovranno essere demolite e dovrà essere ripristinato lo stato dei luoghi. Ciò “a spese dei responsabili”.


