Pistoia – Dal 26 settembre fino al 20 novembre, la Galleria ME Vannucci di Pistoia espone simultaneamente GAP, prima mostra personale di Roberto Orlando, e Galactic Shipping, intervento site-specific del duo Antonello Ghezzi. L’artista siciliano prosegue la ricerca sul corpo vegetale come spazio simbolico: “Tra i mestieri più antichi (r)esiste ancora in alcune terre lontane l’estrazione della Manna. In tale rapporto interspecifico fra Uomo e Albero si generano misteriose ucronie, un’ipotesi di realtà simbiotica che svela urgenze sociali”. Il collettivo artistico veneto-emiliano trasforma uno dei container installati nel piazzale esterno in una project room dedicata alla produzione e alla sperimentazione.

GAP – “Quando si pensa a un gap il collegamento principale che si fa è quello di una mancanza, di un pezzo assente che potrebbe servire a completare. Raramente si tiene in
considerazione il suo significato di varco, eppure è profondamente interessante riflettere
che un varco sia un passaggio reso possibile per assenza di qualcosa. Basti pensare ad
un tunnel scavato in una montagna. Quella roccia mancante, quella particella di paesaggio
estrusa per consentire il transito diventa fondamentale per la scoperta di ciò che sta
dall’altra parte. Questo è un concetto che non dovremmo ignorare in nessun contesto: la
mancanza di un tassello è la possibilità di codificare un sapere alternativo.
Qualcosa di analogo accade nella mostra personale di Roberto Orlando, che per l’appunto
prende questo nome, fatto di dualità e possibilità. Perché oltre a costruire un passaggio
orizzontale tra coordinate storiche che ci portano a muoverci tra tradizioni passate ormai in
disuso relative a pratiche di estrazione vegetale, l’artista immagina scientificamente il
tragitto che porta al loro recupero industriale. L’immagine diventa un luogo di interesse e di
informazione, che nel tempo stesso della ricerca di Orlando si modifica e sfuma i suoi
perimetri di indagine, diventando in questo senso uno strumento con cui documentare il
mestiere degli estrattori di resina – tema ricorrente nell’opera dell’artista palermitano
perché ritenuta un’azione di connessione calibrata tra essere umano e vegetale – ma
anche pretesto con cui reinterpretare nell’estetica e nella funzionalità gli attrezzi di lavoro.
GAP tenta senza sicurezze di alterare il tempo, le azioni e la memoria, lasciando incerto il
risultato di una ricongiunzione fisica di due linee temporali: da un lato quella del passato
storico sulla quale è possibile guardare faccia a faccia il ricordo disegnato e quasi effimero
di una connessione con la natura; dall’altro la linea del futuro in cui stiamo accedendo,
fatta di sforzi e meccanismi per il recupero e il mantenimento di prassi perdute. La mostra,
in cui convivono gran parte dei linguaggi che Roberto Orlando adopera, come disegni,
pittura, performance e installazioni, è un luogo di transito nel tempo, ma soprattutto nelle
possibilità di riscrivere significati mancanti”. (Mario Bronzino)
GALACTIC SHIPPING – Il container trasporterà idealmente le opere degli artisti dalla galleria verso la Luna, luogo del fantastico per eccellenza. Oggetti anonimi del commercio globale diventano così veicoli poetici per opere, possibilità, sogni e visioni. Già protagonisti di precedenti viaggi e utilizzi, il container si prepara ora a una nuova destinazione: un percorso impossibile, ma concreto nella suggestione che genera, che invita a pensare l’arte come una forma di esplorazione capace di avvicinare l’ignoto. L’atto artistico diventa così uno strumento per collegare il possibile al desiderio, la realtà alla fantasia, ciò che conosciamo a ciò che ancora non esiste. L’opera esprime pienamente la ricerca di Antonello Ghezzi, che da sempre lavorano sul confine tra realtà e sogno, trasformando gesti semplici in occasioni per mettere in discussione ciò che consideriamo possibile.

Roberto Orlando (Palermo, 1996) ha conseguito il diploma di II livello in Pittura presso
l’Accademia di Belle Arti di Palermo nel 2021, ha intrapreso un percorso di ricerca che
affianca la produzione artistica alla curatela indipendente e alla sperimentazione collettiva.
Vive e lavora a Palermo, dove ha fondato, insieme ad altri artisti della sua generazione,
Parentesi Tonde, un Artist Run Space dedicato alle pratiche contemporanee.La sua pratica
approfondisce i temi dell’interspecismo e delle relazioni tra mondo animale e mondo
vegetale. Parallelamente all’attività artistica, collabora con collezioni e istituzioni culturali
in qualità di allestitore e curatore tecnico. Il suo lavoro è stato presentato in numerose
mostre personali e collettive in Italia, tra le più recenti, Manuale (Orto dei Semplici,
Firenze), Pinakothek’A (Fondazione Sant’Elia, Palermo), WENDEPUNKT (Haus Der
Kunst, Palermo). Die Grosse, Kunstausstellung Nrw Düsseldorf. Ha da poco terminato un
residenza presso la Fondazione Gori-Celle, Pistoia.

Nadia Antonello (Cittadella, 1985) e Paolo Ghezzi (Bologna, 1980) si sono formati
all’Accademia di Belle Arti di Bologna e nel 2009 hanno fondato il duo artistico Antonello
Ghezzi. La loro ricerca è incentrata sulla leggerezza e sulla magia. I progetti che hanno
esposto in tutto il mondo, con il sostegno di numerose istituzioni, sono tentativi di rendere
tangibili le favole. Una porta che si apre solo se si sorride, bolle di sapone che abbattono
muri, una macchina per esprimere desideri con le stelle cadenti, piccole sculture tra
innamorati, cieli stellati del futuro. Scale, nuvole e semafori blu che, grazie a Gianni
Rodari, danno agli osservatori il via libera per volare. Come fossero sandali alati o specchi
che, come lo scudo di Atena, aiutano Perseo ad affrontare Medusa.
Le loro installazioni fanno parte di numerose collezioni private e sono state presentate,
insieme alle performance, in contesti italiani e internazionali, tra cui: mudaC a Carrara,
Museo Plaza Cielo Tierra a Córdoba (Argentina), Istituto Italiano di Cultura a Santiago del
Cile (Cile), Istituto Italiano di Cultura a Madrid (Spagna), Ambasciata d’Italia (Grecia),
Fondation WhiteSpaceBlackBox a Neuchâtel (Svizzera), Kunsthall a Bergen (Norvegia),
Beit Beirut (Libano), Bagni Misteriosi a Milano (Italia), Brooklyn Wayfarers a New York
(USA), Sound Design Festival di Hamamatsu (Giappone), Istituto Italiano di Cultura ad
Atene (Grecia), Artbab a Manama (Bahrain), Miasto Ogrodów a Katowice (Polonia), Usina
del Arte a Buenos Aires (Argentina), Pinacoteca Nazionale di Bologna (Italia), Biennale di
Mosca (Russia), Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce a Genova (Italia), Sarajevo
Winter Festival (Bosnia ed Erzegovina), Blink Opener (Paesi Bassi), Petit Bain a Parigi
(Francia) e Arsenale a Verona (Italia). Nel 2022 hanno vinto il PAC2021 – Piano per l’Arte
Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del
Ministero della Cultura, e la loro bandiera raffigurante la Via Lattea è stata acquisita dalla
Fondazione Rocca di Bentivoglio di Valsamoggia (Bologna). Nel 2023 il CAMeC – Centro
Arte Moderna e Contemporanea ha dedicato loro la prima mostra antologica museale,
intitolata “Terra Cielo Iperuranio”.
L’opening avrà luogo sabato 26 settembre, a partire dalle ore 17:00, e domenica 27 settembre dalle ore 11:00 alle ore 19:30.
Il 26 settembre alle 17:30 e il 27 settembre alle 18:30, sarà possibile assistere alla live performance di Roberto Orlando “HARZHAUS : III atto – simultaneo”.
La mostra sarà visitabile il mercoledì e il venerdì, dalle 17:00 alle19:30, il sabato dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 17:00 alle 19:30, o su appuntamento chiamando i numeri telefonici +39 0573 20066 e +39 335 6745185.










