PAVIA (Ansa)– Le intercettazioni che i pm di Pavia hanno fatto ascoltare al fratello di Chiara Poggi, Marco, riguardano alcune frasi che Andrea Sempio ha pronunciato da solo, in auto, in cui avrebbe fatto riferimento alla vittima del delitto di Garlasco e alla vicenda per cui è indagato.

Nelle intercettazioni Andrea Sempio – parlando da solo – dice di aver chiamato Chiara prima del delitto, di aver tentato un approccio e lei avrebbe detto: “Non ci voglio parlare con te” e ha attaccato il telefono. Lo rende noto il Tg1 sui suoi canali social.
Mentre veniva intercettato, sempre secondo i canali social del Tg1, Sempio dice anche di avere visto il video intimo di Chiara Poggi e Alberto Stasi, all’epoca suo fidanzato e condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio della ragazza.
Dopo quasi quattro ore, Andrea Sempio ha lasciato la Procura di Pavia. Il 39enne indagato per l’omicidio di Chiara Poggi è uscito in auto, accompagnato dai suoi avvocati, Liborio Caraliotti e Angela Taccia senza fermarsi davanti ai numerosi giornalisti presenti. Sempio si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere, come avevano annunciato ieri i legali, in attesa che sia depositata tutta la documentazione a suo carico e quindi possa difendersi da accuse che Sempio respinge riguardo quel delitto che ha già un condannato in via definitiva: Alberto Stasi, fidanzato di Chiara, che sta finendo di espiare i 16 anni confermati in Cassazione.
L’auto con a bordo Sempio era preceduta da un veciolo della Polizia giudiziaria senza insegne, che a fatica si è fatto strada tra le troupe televisive e i giornalisti che attendevano.
In procura, citato però come testimone, è stato sentito come testimone il fratello di Chiara, Marco, all’epoca del delitto amico stretto di Sempio, che ha concluso la deposizione dopo circa due ore.
Non avrebbe mai visto assieme ad Andrea Sempio i video intimi di Chiara e l’allora fidanzato Alberto Stasi. E’ quanto in sostanza avrebbe ribadito Marco Poggi ai magistrati. Sostanzialmente Poggi avrebbe difeso Sempio, suo amico stretto all’epoca, sostenendo di non credere che sia lui l’autore dell’omicidio.
Da quanto è stato riferito il verbale della testimonianza di Marco, ascoltato oggi in Procura a Pavia, è stato secretato.





