mercoledì, Settembre 9, 2026

Gianluigi Paganelli, una storia e un patrimonio da conservare e valorizzare

di Giacomo Martini

PISTOIA – Chi era Gianluigi Paganelli? Un insegnante, scrittore, poeta, critico letterario, un intellettuale colto e raffinato, punto di riferimento per molti artisti e poeti locali e non solo.

Gianluigi Paganelli

Nasce a Pistoia nel 1935 dove muore nel 2018. Insegna Italiano e Storia alla scuola media “Anna Frank” di Pistoia, passa come assistente al Liceo classico “Forteguerri”. La sua casa e il suo studio diventano il luogo di incontro e di riferimento della società culturale pistoiese. Promuove conferenze nelle quali analizza e propone i suoi studi sul linguaggio della poesia di Giacomo Leopardi, Dino Campana, Piero Bigongiari. La stragrande parte della sua opera di artista poliedrico è rimasta inedita: poesie, racconti, lettere, pensieri, critiche e appunti vari.

L’unica eccezione risale al 1992 quando “I Quaderni del Battello Ebbro”, pubblicano un testo di poesie dal titolo “Fra le torri del tempo”, con prefazione di Mario Luzi.

Nel 2002 cura l’opera teatrale Thomas Becket e nel settembre di quest’anno esce una raccolta di racconti, “Un misterioso disordine” a cura di Massimo Baldi e Claudio Frosini. Quest’opera è stata recensita in un numero de “La lettura” del Corriere della Sera.

Siamo davanti ad un intellettuale a tutto campo la cui opera, poco o quasi del tutto sconosciuta, merita di essere ricordata e valorizzata. Gianluigi ha sempre vissuto una vita lontana dai salotti e dalle luci del palcoscenico, ma ha sempre garantito un impegno assoluto e totale per la cultura nelle sue diverse forme.

La sua casa è un immenso archivio non solo di opere ma di suoi scritti che devono essere catalogati e messi a disposizione della città di Pistoia. Per questa ragione, per opera di amici, è nato il progetto “Gianluigi Paganelli” partendo dalla creazione di un Archivio dove ordinare in modo professionale il suo patrimonio, archivio che deve essere digitalizzato attivando tutti i principali canali di comunicazione web e offline per fare conoscere l’Archivio e allo stesso tempo attivare una serie di eventi per permettere in primo luogo la conoscenza della sua persona e del suo lavoro.

Per realizzare tutto questo servono risorse e fondi necessari quindi in primo luogo l’attenzione dell’amministrazione e degli istituti culturali cittadini che hanno l’onore di garantire questo patrimonio che va oltre la comunità pistoiese.

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