PISTOIA – “Giorni neri, giorni che fanno riflettere; come si sia potuti scadere in un loop così avvolgente, quasi un buco nero dove si annullano spazio tempo e si dimenticano o si vogliono sottovalutare le verità biologiche.

Stravolta l’organizzazione scolastica, bambini ed adolescenti sempre più vittime di sindrome da isolamento, cittadini che non ce la fanno più con il caro bollette, caro affitti, burocrazie allucinanti, difficile dialogo con i medici di base, informazioni contraddittorie dal punto di vista scientifico per non parlare poi della distruzione totale delle prestazioni della sanità pubblica che già era in atto ancor prima del Covid.
Eppure ciò che polarizza ormai il comune sentire è quasi unicamente la problematica Covid.
Si vive oggi un terrore mediatico alimentato dalla pochezza e dalla scarsa affidabilità della nostra classe politica, incapace di esprimere un valido nome alternativo per il rinnovo della carica del Presidente della Repubblica, resuscitando dal cilindro magico la continuazione di un film già visto.
Ebbene, siamo giunti alla percentuale di vaccinazione voluta (dopo mille incertezze), la mortalità è contenuta, molti infettivologi qualificati, affermano che possiamo fermarci qui, dopo la variante Omicron, senza rivaccinare coloro che hanno già anticorpi, ma aiutando solo i soggetti più fragili. Viviamo tutti quanti in vigile attesa che ci vengano restituite le libertà sancite in costituzione con l’eliminazione di ogni forma di ricatto coercitivo.
Questa non è più una pandemia che possa giustificare lo stato di emergenza, uno stato che ha partorito norme liberticide e alienanti, spesso assurde e contraddittorie.
Ma ci chiediamo: adesso è già troppo tardi?
Forse la politica inesistente e le grandi lobby hanno prodotto danni irreversibili, tanto da alienare quella voglia di rinascita che ci contraddistingue come popolo, che ha permesso di sopravvivere in condizioni oltremodo critiche, senza ristori adeguati alla piccola imprenditoria e a tutti coloro lasciati senza lavoro.
Ed ecco che all’orizzonte dei ricordi ci sovviene la figura di un giovane studente patriota Cecoslovacco, Jan Palach, che si immolò dandosi fuoco a Praga per scioccare e risvegliare il popolo Ceco dallo stato di rassegnazione in cui era caduto dopo l’occupazione Sovietica.
La terribile notizia di questi giorni relativa al giovane che si è dato fuoco a Cosenza, evoca la figura dello studente Cecoslovacco che si sacrificò per la disperata condizione del suo paese.
Forse la classe politica che ci governa e l’ èlite in primo luogo dovrebbero riflettere e considerare questo fatto come un grande campanello di allarme”.
Carla Breschi e Gabriele Gori
gruppo consiliare
‘Prima Pistoia Italexit con Paragone’










