venerdì, Ottobre 23, 2026

Gli onorevoli Bertinotti e Fini all’Istituto Storico Toscano della Resistenza

FIRENZE – Gli onorevoli Fausto Bertinotti e Gianfranco Fini sono arrivati insieme, questa mattina, in visita all’Istituto Storico Toscano della Resistenza dell’Età Contemporanea, accolti dal presidente Vannino Chiti, dal direttore Matteo Mazzoni e dal personale che lavora all’archivio, che custodisce circa 200 fondi, e alla biblioteca, composta da oltre 60 mila volumi. Ai due ex presidenti della Camera sono state mostrate alcune testimonianze di questo ricco patrimonio. Tra queste i verbali del CLN toscano, una lettera di Mussolini del 1913 che – ancora socialista e direttore dell’Avanti- scrive a Salvemini, il celebre vassoio di Ventotene e poi ancora la prima edizione di Se questo è un uomo, la prima Navicella con i nomi di tutti i Costituenti, un volume con tutti i discorsi di Almirante e altro ancora. 

La visita di Bertinotti e Fini

“La presenza di Bertinotti e Fini è importante perché dimostra che l’Istituto non è la casa di una parte politica ma è la casa della libertà e della democrazia e di coloro che vogliono ispirarsi ai valori della Costituzione – ha messo in evidenza il presidente Vannino Chiti – E la visita di Fini, insieme a Bertinotti, ha un significato particolare e conferma la vocazione di questo Istituto.  Questa visita fatta in comune è la dimostrazione che la politica è studio, approfondimento, fatica e coraggio, insomma passione e competenza. E questo è quello che, al di là delle differenze di idee e anche delle contrapposizioni, rende la politica degna di essere vissuta”.

Per Fausto Bertinotti “è sempre stato importante trasmettere da dove veniamo e come è nata questa Repubblica: il fondamento resistenziale che costituisce, attraverso il passaggio della Costituzione, l’unica religione civile di questo Paese”.  

“Certo c’è una trasmissione di storia partendo da un punto di vista dichiarato. Il che non vuol dire nascondere pezzi della storia, vuol dire presentare i fatti e interpretarli”, ha aggiunto. Secondo Bertinotti “oggi c’è invece una desertificazione della cultura politica e persino un’aggressione politico  culturale  ed economica al portato di questa storia, come si vede dall’onda nera che nasce proprio nel cuore delle tecnologie di nuovi poteri costituiti. Rifare la storia vuol dire alimentare una possibilità di resistere a questa onda, che muove sia sul terreno politico che sul terreno economico e tecnologico e quindi far vivere la possibilità di pensare a un mondo diverso anche quando la guerra incombe su di noi. Per me – conclude – è la possibilità di dire ce l’hanno fatta ieri i nostri padri le nostre madri, ce la potete fare voi che siete i nostri figli”.

Gianfranco Fini e Fausto Bertinotti

Il richiamo alla necessità della conoscenza arriva anche dal presidente Fini.  “Conoscere la storia è essenziale innanzitutto per comprendere le ragioni di ciò che nel passato è accaduto: in termini positivi e, in alcuni casi, anche in termini drammaticamente negativi. Parlo per il popolo italiano, ma lo si può dire per qualsiasi altro popolo – ha affermato – Credo che un ulteriore elemento importante consista nel fatto che la politica deve avere delle radici, non può essere soltanto la propaganda quotidiana. E le culture politiche – che sono certamente mutate rispetto a dieci venti trent’anni fa – hanno determinato l’evoluzione della sua vitalità”.

Leggi anche

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome


ultime dalle province