mercoledì, Settembre 9, 2026

GTG Pistoia, con Cremona la miglior versione?

di Francesco Belliti

PISTOIA – Per mesi, intorno alla Giorgio Tesi Group Pistoia targata Nicola Brienza (capitolo secondo), abbiamo spesso parlato di processo, di crescita, di compensazione del gap sofferto contro le migliori. Abbiamo vissuto, come promesso dal coach biancorosso, un lento ma evidente innalzamento dell’asticella, anche in mezzo a fisiologiche quanto formative sconfitte. Cremona in effetti ha avuto un ruolo di primo piano in questa stagione, passando dalla debacle di Coppa Italia al confronto decisamente più equilibrato di poche settimane fa. E ovviamente fino alla vittoria di ieri sera.

Magro dentro l’area avversaria (foto Giovanni Fedi)

In coppia con quello ottenuto sul non semplice campo di Desio, il successo contro la Vanoli ha dato una pronta risposta ad un problema spesso evidenziato da chi scrive, oltre che ammesso dallo stesso Brienza. C’erano, infatti, da trovare il ‘killer instinct’ e la lucidità nei momenti finali delle gare, quelli punto a punto dove il pallone scotta e il risultato è ancora in bilico. In terra brianzola l’eroe era stato Copeland con il suo show balistico, ieri al PalaCarrara l’uomo in più è stato sorprendentemente quello “in meno” per tutto il resto della gara: Daniele Magro.

‘Pippo’ è stato letteralmente preso di mira dalla terna arbitrale, al limite della persecuzione. Due dei quattro falli fischiatigli e che lo hanno costretto in panchina più del programmato rimangono un mistero: inventato il contatto su Lacey, vigorosa ma regolare la stoppata su Eboua. A proposito del lungo cresciuto nell’accademia della Stella Azzurra, sia lui che Pacher sono stati, come da pronostico, difficili da gestire per Magro: troppo abituati ad andare sull’esterno e a giocare sul pick n’ pop, schemi ardui da difendere per un lungo vecchio stile.

Coach Brienza ha però fatto una scelta, negli ultimi minuti: puntare sulla fisicità del suo giocatore più esperto. Intuizione contro ragione e viceversa. Perché, per quanto fosse sensato piazzare una presenza scomoda dentro l’area per cercare seconde opportunità al tiro o possessi extra, Magro era stato estromesso dalla partita e il suo tabellino, a fine terzo quarto, recitava solo un rimbalzo e un assist. 2 di valutazione, che l’ultimo periodo ha però fatto salire a 13.

Forza nelle scelte dell’allenatore, ma anche nella capacità della squadra di esaltarle. Pistoia ha battuto Cremona in una gara di nervi, recuperando diverse volte dai tentativi degli ospiti di prendersi l’inerzia. Per sei volte, infatti, la partita è stata in parità e in ben nove occasioni si è assistito ad un cambio di guida. Il tutto ad un ritmo di gioco forsennato, da gara play-off dove o si è dentro o si è fuori. Si torna dunque alla domanda: abbiamo assistito alla miglior Pistoia della stagione? I biancorossi sono entrati definitivamente in modalità post-season?

Prima considerazione: nessun singolo ha offerto la più bella versione di sé. Non lo hanno fatto Varnado e Copeland, ancora condottieri ma spesso traditisi in momenti fondamentali: si pensi ad esempio allo 0/2 ai liberi e al fallo sul tiro da tre di Pacher da parte del ‘Cannibale’. Lo stesso Wheatle, assolutamente decisivo, si è mostrato meno attento, specie in fase di impostazione. E così via, non dimenticando nessuno. Quello che però non si può non vedere è l’apporto offerto da tutto il roster a disposizione: chiunque sia sceso in campo, per dirla proprio banale, ha portato punti.

Detto di Magro e Varnado, il pacchetto lunghi ha beneficiato anche della crescita di Benetti (attento e chirurgico dal campo) e dei progressi post-infortunio di Del Chiaro, ieri sera sicuramente costretto a qualche minuto in più rispetto al programma. Non va inoltre dimenticato, passando agli esterni, che la mancanza di un cambio come Matteo Pollone ha probabilmente sconvolto molti piani di accoppiamento, in particolare per quanto riguarda un Trevor Lacey assolutamente più gestibile causa guai fisici ma comunque pericolosissimo e un Lorenzo Caroti in serata di grazia.

Ieri sera, possiamo dirlo, abbiamo assistito alla miglior versione di Pistoia proprio per questi motivi e aspetti tecnici: gioco di squadra, tenacia, capacità di adattamento, interpretazione delle fasi della gara. La rabbia e il rammarico mostrata poi dalla squadra per non aver ribaltato lo scontro diretto è stata infine l’immagine simbolo di una stagione mai vissuta su un obiettivo fisso o su un livello prestabilito. Sarà ancora una volta compito di Della Rosa e compagni dimostrare di non aver ancora raggiunto, con la partita di ieri, l’apice della loro stagione.   

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