mercoledì, Settembre 9, 2026

“Ha ragione lo zio”, uno spettacolo per l’Unicef

di Andrea Mori

MONTEMURLO – Si è chiuso il mese dedicato ai diritti dei più piccoli con lo spettacolo, promosso da Unicef Prato in collaborazione col Comune di Montemurlo, “Ha ragione lo zio”, andato in scena in Sala Banti. 

Un’immagine dello spettacolo

“L’evento dello spettacolo – spiega Antonella Baiano, assessora alla Pubblica istruzione – è la conclusione di un percorso che abbiamo fatto insieme al comitato Unicef di Prato, ma che probabilmente si ripeterà il prossimo anno”.

Simona Rosati, una volontaria del comitato Unicef di Prato, spiega che “i fondi che sono stati raccolti questa sera grazie alle libere offerte degli spettatori, andranno in Afghanistan, Paese che vive una situazione drammatica perché, oltre a tutto quello che è successo con la guerra, in ottobre si è aggiunto il terremoto. Per cui – spiega Rosati – le donazioni serviranno per l’acquisto di qualsiasi cosa sia necessaria per la popolazione. Ringrazio Filippo Storai e la compagnia per lo spettacolo”.

“Ha ragione lo zio” è uno spettacolo scritto e diretto da Filippo Storai. I personaggi sono cinque: lo zio Arduino, il protagonista, che combatte la propria battaglia contro quei termini inglesi che ormai sono sempre più frequenti, anche negli articoli del suo amato giornale cartaceo. Poi c’è Palmira, interpretata da Silvia Biava, Felice da Luca Paci, il “Tipo Inquietante” dallo stesso Storai e il Motociclista da Daniele Cirulli. 

Arduino vive in casa con la nipote, Palmira, la cui presenza la sopporta faticosamente (anche se verrebbe da dire che Arduino sopporta a fatica l’esistenza). Sotto lo stesso tetto dei due c’è anche il marito di Palmira, un uomo adulto dal look giovanile un po’ tonto e su di giri e che, malauguratamente per lo zio, parla utilizzando spesso formule linguistiche come «easy» (in inglese significa «facile» e dai giovani di oggi è utilizzato anche per dire «stai tranquillo») che Arduino sente come “sei dell’Isis”, cosa che lo fa incazzare non poco. Capendo poi poi si trattava di un termine inglese si altera ancor di più. Il grande desiderio dello zio, infatti, è quello di non vedere né sentire più parole inglesi. Desiderio che si sarebbe potuto realizzare di lì a poco.

Ad un certo punto suona il campanello ed entra dalla porta un uomo molto alto, magro ma robusto e con il volto bianco come la neve. L’uomo spiega ad Arduino che si trova lì perché ha sentito la sua richiesta, la richiesta di non dover avere più a che fare con le parole inglesi, e dice che lo può aiutare. Per dimostrargli che possiede dei poteri sovrannaturali, l’uomo vestito in nero elegantissimo e dai modi molto garbati, ferma la nipote, nel senso che la immobilizza sia fisicamente che mentalmente. Il morale di Arduino allora già si alza, perché non deve più sentire la voce squillante di Palmira.

Poi però, essendo tutto troppo bello per essere vero, arriva il conto da saldare, che è quello di darsi in pasto al proprio ospite, il quale, mentre massaggia le spalle del teso Arduino, cerca di posizionargli bene il collo per poterci affondare i propri denti da vampiro. La bocca spalancata si avvicina sempre di più, ma dalla porta di casa entra in modo irruento un uomo vestito da motociclista che fa entrare quanta più luce per mettere in fuga il vampiro, per poi rimproverare Arduino per averlo fatto entrare. E anche il motociclista sembra avere dei poteri sovrannaturali, tanto che sveglia la nipote dall’immobilità toccandola appena sulla spalla (inutile dire che lo zio non ne è entusiasta). 

Lo zio però è curioso di sapere per chi lavora questa persona che lo ha salvato dal morso del mostro, al che lui indica sopra dicendo “per il Signore”. Arduino ingenuamente pensa che lavori per quello che abita al piano di sopra, ma poi capisce che si tratta Del signore, quello in alto nei cieli. 

Morale della storia? Probabilmente quella che le soluzioni facili e veloci, per questioni difficili e che richiedono tempo, sono da evitare, il rischio può essere quello di farsi male. E nel mondo reale il Signore difficilmente viene in soccorso (a chi ci crede ci si augura di sì), la razionalità e il pensiero critico saranno le armi che garantiranno maggiori probabilità di successo ed evitamento di qualsiasi tipo di danno.

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